“Ci sono problemi tecnici” B.C, impiegato 4a circoscrizione Udine

problemi tecnici

Prime difficoltà e prime code oggi per il rilascio delle Carta Famiglia nella 4a Circoscrizione udinese di via Pradamano n. 21.

Tutti coloro che lo scorso anno hanno presentato la domanda per la carta famiglia dovrebbero aver ricevuto una lettera dal comune che invitava gli aventi diritto a ritirare la Carta e consegnare il modulo compilato per accedere  al contributo per l’energia elettrica.

Dal sito del comune di Udine (scarica pdf pagina completa)

Dal primo dicembre (2008 ndr) hanno preso avvio le procedure per il rilascio, da parte del Comune di Udine, del beneficio Carta famiglia, riservato alle famiglie con almeno un figlio a carico, residenti in Regione da almeno un anno e la cui attestazione ISEE non sia superiore a 30.000,00 euro.

Alle 9.00 di questa mattina due persone che si erano presentare per il ritiro della Carta Famiglia sono state invitate a ritornare il mercoledì successivo in quanto secondo l’impiegato dell’ufficio anagrafe c’erano delle difficoltà per il rilascio dell’identificativo Carta Famiglia in quanto il personale era ridotto.

Tuttavia un cittadino (io) ha chiesto che il servizio di rilascio della Carta venisse erogato ugualmente. L’impiegato della circoscrizione, una persona molto educata e cortese, ha allora preso in mano dei fogli molto simili a delle istruzioni ed ha incominciato a consultarli.

Ecco cos’è successo in quell‘ora e quarantuno minuti passata nella -vana- speranza che la carta venisse erogata:

  • Si è formata una coda di 13 persone
  • Il cittadino (io) è stato invitato quattro volte ad abbandonare l’impresa per ripresentarsi il mercoledì successivo
  • Altre quattro persone hanno deciso di ripresentarsi in un altro giorno
  • L’impiegato comunale ha comunicato che “Ci sono problemi tecnici”
  • Islam B., cittadino straniero in coda ha riferito che lo scorso venerdì quando si era presentato per il ritiro della Carta gli era stato detto che i PC non funzionavano e quindi di ripresentarsi oggi
  • Ha incominciato a circolare la voce (fonte impiegato comunale stesso) che anche le altre circoscrizioni avevano “problemi” simili
  • L’impiegato si è arreso di fronte all’impossibilità di proseguire ed ha invitato le persone in coda a ripresentarsi dal giorno 8 gennaio in poi

Liberi di raccontare la vostra esperienza nei commenti giù in fondo.

Uii Aa De Uoo, Ui A de Cildren…

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Era il 1985 quando una canzone particolarmente bigotta oltre a diventare un successone mondiale diede a noi bambini– di 24 anni fa–la responsabilità di rendere il nostro mondo migliore di quello che era in quel momento.

Ok: il brano  Ui Aa De Uoo (We Are The World) aveva l’obiettivo di sensibilizzare le persone a DONARE e raccogliere quindi fondi per l’Etiopia, ma anche predisse che noi bambini eravamo “the ones who make a brighter day” e se per brighter Jackson e Richie  intendevano “più luminoso” nel senso di migliore qualcosa nella profezia non  ha funzionato.

Infatti sin da piccoli siamo stati imbottiti di valori di pace, amicizia, tolleranza, e rispetto per l’ambiente. Tutti  sostantivi volti a rendere oggettivamente il nostro mondo più sano e bello da vivere.

Ed ora eccomi qua a ridosso del 2009, travolto da notizie poco confortanti su come sta andando il MIO mondo. Alla luce di Ui Aa De Uoo e dei valori che mi hanno costruito ecco le mie responsabilità da adulto:

  • Non prendo il mezzo pubblico perché costa troppo e se vado in bici è per risparmiare soldi e per far prima
  • Acquisto senza tenere conto di fatto  se per produrre quella cosa che compro sono state sfruttate delle persone/bambini
  • Acquisto cose senza senza concretamente preoccuparmi del loro impatto sull’ambiente
  • La notte lascio per pigrizia  sempre un apparecchio elettronico in stand-by
  • Sputo ancora il chewingum per la strada (anche se sto cercando di non farlo più)
  • Credo che se voglio in maniera sostanziale cambiare il mondo devo diventare un politico ma allo stesso tempo ho la sensazione  che  per diventare un politico si debba volere che il mondo resti così come è.

Se anche voi eravate il Mondo, oppure se anche voi vi sentite responsabili per come è, autodenunciarvi commendando questo post.

mtv

Commento anonimo dell’articolo di Punto-informatico.it:

Anche da noi vengono a chiedere opinioni quando ci sono problemi di fatturato … ma qualunque cosa diciamo il risultato è sempre “allarghiamo il buco” ovviamente non quello del dentifricio visto che noi facciamo sistemi informativi.

colgate

Ieri  Punto-informatico.it ha pubblicato un articolo in si cui sostiene che le aziende per superare la crisi devono andare in controtendenza nei rapporti con i dipendenti.

Secondo l’autore dell’articolo continuare a tagliare i costi del personale per aumentare la produttività non dà risultati nel lungo periodo. Bisogna quindi investire nelle persone (fattore P)  ascoltandole e ricercando in loro spunti per innovare e crescere.

Giuseppe Cubasia per fare un esempio di ascolto e valorizzazione del “basso”, si riferisce a come  l’amministratore delegato della  Colgate tanti anni fa scese in fabbrica per chiedere direttamente ai lavoratori quale potesse essere una soluzione per aumentare le vendite di dentifricio e risolvere quindi i problemi di fatturato.

La messa in pratica della proposta operaia di allargare il buco del tubetto corrispose ad un incremento del 20% del consumo del dentifricio da parte degli utenti finali.

L’astuzia della Colgate mi ha sempre affascinato ma non per la capacità di ascolto del vertice, ma semplicemente per come un intervento così banale abbia prodotto risaluti tanto sorprendenti.

Ecco altri 3 esempi di low-tech che toccano in maniera trasversale la piramide aziendale:

  • Post it: un’impiegata giapponese, stanca di perdere le puntine necessarie  per fissare gli avvisi in bacheca per i dipendenti
    decise di tagliare dei fogli  e applicare della colla sul retro per attaccarli e staccarli con facilità. Il successo di tale invenzione lo conosciamo tutti.
  • Slogan pubblicitario anni ‘20: “noi laviamo le bottiglie con il vapore vivo“. Tutte le aziende che producevano e imbottigliavano birra agli inizi del secolo igienizzavano le bottiglie con il vapore vivo, ma loro lo dissero sembrando così gli unici a dare una garanzia così alta di igiene. E così in pochi mesi una birra “così così” passò in negli Stati Uniti dal quinto al primo posto in termini di vendite.
  • Lacci per le scarpe: dal 1790, Harvey Kennedy guadagnò circa 15 miliardi di dollari (rapportati ad oggi)  per aver brevettato i lacci di pelle per le scarpe.

Foto| soumyadipc.blogspot.com

mmm….

Due pareri discordi sulla Biowashball, una palla di plastica contenente sfere di ceramica che sostituirebbe il detersivo per un migliaio di lavaggi:

  1. Beppe Grillo
  2. Disinformatico

Aggiorno oggi 5.12.2008

Il seguente collegamento riporta un’iniziativa per dimostrare l’efficacia della Biowashball:

Link

Ecco la prova fotografica (di pessima qualità e sfocata come ogni raro avvistamento che si rispetti)

paracetamolo1

Questa sera nella farmacia Aiello di Udine per la prima volta dopo cinque anni di ricerche in diverse farmacie del capoluogo friulano sono riuscito ad acquistare un flacone di sciroppo di Paracetamolo al posto della Tachipirina.

Uno dei farmaci più in voga tra noi genitori è appunto la Tachipirina, un antipiretico che somministriamo (alle volte alternato con l’Ibuprofene) ai nostri piccoli quando hanno la febbre alta.

Ecco però una soluzione per intossicare i nostri giovanotti spendendo meno:

  • recarsi in farmacia e chiedere il Paracetamolo, (ad esempio un flacone di sciroppo da 120mg)
  • rifiutare la Tachipirina (che con ogni probabilità sarà proposta)
  • storcere il naso se il farmacista è sprovvisto del medicinale equivalente
  • non credere al farmacista se sostiene che la differenza di prezzo è di qualche centesimo, dato che
    • un flacone da 120 mg di Tachipirina costa €4,30
    • un flacone da 120 mg di Paracetamolo (foto) costa €2,50
  • ordinare , nel caso la farmacia ne sia sprovvista, il farmaco equivalente

Per finire cliccate sull’immagine qui sotto per vedere quali sono le differenze di composizione  tra i due prodotti riportate sulle rispettive indicazioni:

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quanti telelavoratori conosci?

http://blog.socialthing.com/

http://blog.socialthing.com/

Esiste un essere umano, il cui genere non è specificato, che lavora come dipendente da casa.

La frase che leggete qui sopra non sintetizza una leggenda metropolitana, ma semplicemente un evento mai raccontato da qualcuno in carne e ossa. Infatti le leggende metropolitane sono caratterizzate da una persona che solitamente è un amico di un amico che riporta una notizia che risale ad un fatto incredibile recentemente accaduto.

Una volta

Fino al secolo scorso “lavorare da casa” significava farsi truffare seguendo meticolosamente il questo iter:

  1. Acquistare da un’azienda X il materiale per svolgere un lavoro di basso profilo da casa, come ad esempio creare collane o braccialetti di perline
  2. Impegnarsi nell’eseguire il lavoro e consegnandolo/spedendolo al nuovo datore di lavoro
  3. Accorgersi dell’inganno quando l’azienda X contestava il lavoro e non pagava la prestazione
  4. Testimoniare l’esperienza a “Mi manda Raitre

Oggi…

La connettività a basso costo permette(rebbe) alle persone di svolgere alcuni lavori senza la necessità di recarsi in ufficio. Un articolo di Chapest-service.com mette a disposizione ben  cento collegamenti a siti web da utilizzare come strumento per lavorare da casa o “dalla spiaggia tahitiana”.

Per lavoro da casa ci sono diverse e articolate definizioni. Date un’occhiata ai due link seguenti per favi un’idea più dettagliata: teleavoro, telecommuting.

Ma di fatto per noi esseri umani il lavoro domiciliare ha un’accezione molto semplice:

lavorare da casa come dipendente utilizzando il proprio PC connesso alla rete percependo uno stipendio e un rimborso per le spese sostenute.

Eppure malgrado ci siano dei numeri che testimoniano l’esistenza di questi fortunati telelavoratori non ne ho mai conosciuto nessuno.

In sostanza …. ?

Se non si ha la fortuna di essere già tele-corteggiati ecco come si può fare per lavorare da casa come dipendenti

  1. Individuare delle aziende per le quali si vorrebbe lavorare
  2. Procurarsi gli strumenti “Office” gratuiti e acquisirne dimestichezza (www.it.openoffice.org)
  3. Preparare un CV
  4. Allegare al CV l’insolita proposta che manifesta la propria disponibilità a svolgere quelle attività per le quali non è necessaria la presenza in ufficio.
  5. Aspettare il contatto e valutare l’eventuale proposta

Liberi di commentare (giù in fondo al post). Preferibilmente senza citare DHS CLUB e multi livello simili.



Indovina quale tra i seguenti pensierini non è presente nella nuova campagna antidroga:

  1. Le droghe ti bruciano il cervello e non ne hai un altro.
  2. No alla droga lo diciamo insieme.
  3. Non tutte le ciambelle nascono con il buco.
  4. Apri il dialogo chiudi alla droga.

Premessa

Quando ero piccolo, tra la fine degli anni ‘70 e l’inizio degli anni ‘80, avevo imparato a schivare-e per un bambino questo è particolarmente impegnativo- le siringhe usate che si trovavano sparse sui due marciapiedi di fronte all’istituito magistrale Caterina Percoto. Ogni tanto si trovava qualche cucchiaino e qualche accendino vicino alla siringa, e in età prescolare avevo già una vaga idea di come si fabbricasse una pera.

Alle elementari la maestra ci parlava del “tunnel della droga” e nella mia mente bambinesca si è formata una confusa immagine rappresentante la droga: un tunnel stradale asfaltato lungo circa 200 metri. Tutto qua.

Dalle medie in poi crescendo ho cominciato a vivere una vita parallela rispetto a quella degli adulti. Tra le nostre due vite c’erano dei canali comunicativi interrotti e alcune informazioni oggettivamente importanti per la vita mia e quella dei miei coetanei, non arrivano a destinazione.

E così col passare del tempo incominciano a crearsi gruppi di conoscenti legati a diversi interessi, tra cui il tipo di droga che consumano. Si viene poi a sapere che il tuo ex compagno di classe ha provato l’eroina. E tu (io in questo caso), ragazzo vivi questi fatti come semplice eventi di cronaca, semplici stili di vita scelti da qualcuno che conosci bene.

Nella vita da ragazzo non esiste una prospettiva temporale, un’idea di che cosa possa essere una conseguenza. I tossicomani disfatti che si trovano zombotici nei peggiori posti della tua città praticamente non hanno storia e sono sempre stati così. Nella mente di NOI ragazzetti non riusciamo a vedere che quel derelitto moribondo dieci anni prima potrebbe essere stato un ragazzo “figo” e carismatico.

Un’iniziativa

immagine aggiunta oggi 15 novembre 2008


Nel 2005 Thomas Siebel lancia una campagna, Montana Meth Project (MMP), volta a sensibilizzare la popolazione dello stato e in particolare i teenager riguardo l’uso delle metanfetamine mostrando gli effetti su alcuni consumatori che si sono fatti fotografare per un determinato lasso di tempo (da mesi ad anni).

Da un recente sondaggio promosso dalla MMP risulta che da quando è iniziata la campagna nel Montana è sensibilmente aumentata la percezione del rischio dell’assunzione delle metanfetamine e in tre anni ha prodotto i seguenti risultati:

  • l’83% dei teenager ritiene pericoloso assumere metenfetamine anche solo una volta
  • il Montana scende negli Stati Uniti dal 5° al 39° posto  come consumo di metanfetamine
  • I teenager hanno ridotto il consumo della sostanza del 45%
  • la popolazione adulta ne ha ridotto il consumo del 72%
  • i crimini derivati dalla necessita dell’assunzione di metanfetamine sono scesi del 62%

Basta cercare “faces of meth” su google per rendersi conto dell’iniziativa.

Un’altra iniziativa

Il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio con delega alla droga, Senatore Carlo Giovanardi, ha tenuto una conferenza il 15 ottobre 2008, presso la Sala stampa di Palazzo Chigi, per illustrare i contenuti della Campagna informativa 2008 che intende dimostrare gli effetti dannosi delle sostanze psicoattive e promuovere fattori protettivi soprattutto nell’ambito della famiglia.

La campagna si sintetizza con il video in alto e con questa foto:

Date un’occhiata anche alla pagina web del sito del governo (scarica pdf) per rendervi conto di come il governo non è in grado di comunicare con i giovani. Chi recepirà il messaggio?

  • giovani che comunque non farebbero uso di droghe
  • genitori che comunque non somministrerebbero droghe ai loro figli

Conclusione

Secondo l’organizzazione mondiale della sanità il consumo di droghe a livello mondiale è in crescita. Questo mi mette di fronte a due ipotesi:

  1. Le campagne informative adottate in passato sono state inefficaci
  2. Le campagne informative adottate in passato sono state efficaci e se non ci fossero state il consumo di droghe sarebbe stato esponenzialmente più elevato (per ogni dollaro investito in prevenzione, se ne risparmiano sette in spese sociali OMS)

Perché non sono un drogato?

FORTUNA. Ritengo di non essere mai stato educato in maniera corretta sui rischi relativi l’assunzione di droghe. Solamente adesso che ho acquisito lo status di papà vedo in modo chiaro quali sono i pericoli verso i quali i miei piccoli andranno in contro tra una decina di anni.

Da ragazzo ho semplicemente avuto la fortuna di avere amici che non si drogavano.

Ho la sensazione che la nuova campagna ministeriale non sarà efficace perché non è in grado di comunicare con i potenziali tossicomani dato che quando sei (ero) ragazzo non riesci a dare il giusto valore alle tue “funzioni psichiche” né ai tuo “neuroni”. Quello che conta è divertirti e trovare la felicità nel tempo che stai vivendo.

La situazione presentata nel video non è reale!  E questo non solo è un messaggio inefficace ma falso che genera maggior diffidenza nelle istituzioni di chi potenzialmente potrebbe decidersi di lasciarsi andare nel mettere sotto la lingua una pasta.

All’inizio assumere droghe è meraviglioso, e quindi non ha senso mascherare questa sensazione con un ragazzo che vaga inebetito in discoteca mentre nella teste gli scoppiano le lampadine.

Liberi di commentare e di svelarci il vostro segreto da drogati o non drogati che siete


ok: adesso facciamo un bel respiro…..

Think Simple Now presenta una strategia efficace (almeno per la scrittrice) per superare il rancore provato nei confronti di qualcuno che ci ha offesi ingiustificatamente evitando così di entrare nel circolo vizioso dell’odio.

Questa strategia si divide in due fasi: la giustificazione atavico-cavernicola del sentimento di rancore, e la stesura delle tecniche per il suo superamento.

La prima fase la dedica completamente alla componente cavernicola del rancore che, almeno per gli evoluzionisti, serviva ai nostri primitivi antenati per sopravvivere nelle tribù. Ad esempio l’offesa ricevuta che avrebbe intaccato la reputazione del offeso e quindi il suo potenziale allontanamento dal gruppo, poteva mettere in pericolo la sua sopravvivenza. E’ per questo motivo che secondo Tina il sentimento è così forte e che tra i cavernicoli avrebbe molto probabilmente condotto ad un omicidio.

Nella nostra società attuale l’omicidio e altre forme di attacco fisico e verbale (con testimoni…) non è consigliabile.

Quindi: accettiamo il rancore  come sentimento “naturale” e improvviso che ci ha fatto sopravvivere fino ad oggi. Anche se a volte a discapito degli altri.

La seconda fase è più analitica e si suddivide in tre parti.

  1. Riacquisizione del controllo momentaneamente perso a causa della rabbia improvvisa. Quindi bisogna trovare un modo per scaricare la rabbia in un modo alternativo all’attacco, come un attività fisica (corsa, palestra….) o trovare un posto ne quale si possa urlare liberamente senza che nessuno possa sentirci (da soli in macchina ad esempio). Ogni persona può trovare il sistema più idoneo.
  2. Comprendere che quanto è accaduto è da attribuirsi il più delle volte allo stato d’animo della persona che offende piuttosto che al suo desiderio di ferire. Se invece si è sicuri della malafede dell’altro e c’è la convinzione che nulla potrà cambiare, rassereniamoci del fatto che NOI non possiamo cambiare gli altri e impedire loro di esprimersi. Siamo consapevoli che spesso siamo costretti a relazionarci con persone non completamente sane di mente con le quali risulta assai difficile, se non impossibile, comunicare in modo efficace: fuggono, tacciono o dicono cose prive di senso.
  3. Perdonare. Questo punto è un punto meraviglioso, dato che presenta l’atto di perdonare in una prospettiva diversa dal solito: l’inutilità di non perdonare.

Non perdonare qualcuno è come bere veleno
e aspettarsi che l’altro muoia

~ Sconosciuto

In sintesi il rancore deve servirci come stimolo per risolvere un problema e non a crearne altri: acquisire il controllo di noi stessi e poi affrontare la situazione in maniera oggettiva. Se l’interlocutore non lo permette ed è recidivo? Pazienza. Noi non lo possiamo cambiare, possiamo solo adattare in nostro modo di relazionaci.

foto originale dell’esperimento

Disclaimer

I lettori assidui di questo blog avranno notato il suo stato di trascuratezza, ma ero impegnato in un progetto di ricerca particolarmente impegnativo e quindi ho dovuto ridurre il tempo da dedicare ai post.

Stato di fatto

Secondo un recentissimo rapporto di Zenith International (West Europe Bottled Water, ottobre 2008) l’Italia nel 2007 si è aggiudicata il primo posto per il consumo dell’acqua in bottiglia e il gradino più alto del podio se lo è aggiudicato anche per merito mio.

Mettendo faticosamente da parte la mia modestia, confesso che questo non mi rende né felice né fiero dato che sembra assurdo pagare in media 30 centesimi di euro al litro per un bene che abbiamo quasi gratis nelle nostre case e che questo acquisto produce ogni anno in In Italia diverse tonnellate di rifiuti.

Problematiche

  1. L’acqua di rubinetto appena bevuta non ha un sapore gradevole (fa schifo insomma)
  2. Le caraffe filtranti hanno filtri costosi e in genere danno un risultato ottimale in termini di sapore per meno di due settimane (esperienza personale)

Come scoprire l’acqua tiepida

Dopo anni di ricerca ecco come ho fatto a scoprire l’acqua tiepida:

  1. Acquisto una caraffa da un litro (costo 4/5 euro) e la lavo (vedi foto)
  2. Verso l’acqua del rubinetto al suo interno
  3. Lascio decantare il liquido per qualche ora
  4. Mi gusto l’acqua e scopro che non è niente male

Morale

Visto che l’operazione non è così complessa c’è qualcuno in grado di spiegarmi perchè (senza offendermi più di tanto) ho sempre e solo bevuto l’acqua in bottiglia?

Ringrazio Elisabeth per aver collaborato alla ricerca.

Spot Mediaset Premium Calcio

Succede che col passare del tempo si modifichi la percezione del mondo, reale e non, che ci circonda e che questo cambiamento possa provocare qualche particolare frustrazione. Questo è il caso del mio rapporto con la televisione (Star System) che ha subito tre importanti modifiche negli ultimi due lustri:

Con-fusione Vita reale/Star System
1998, estate, gossip. L’abbandono del mio stato di “single” (inteso come uomo solo) mi ha messo in contatto con i parenti più prossimi della fanciulla che oggi è mia moglie. Naomie Campbell e i reali di Inghilterra sono diventati improvvisamente di famiglia. Da quell’anno ho incominciato ad assistere a discussioni e discorsi imbastiti su personaggi che fino a poco prima esistevano solamente tra le pagine delle riviste abbandonate nelle sale di attesa degli ambulatori.

Fusione Vita reale/Star system
2000, autunno, reality
. All’epoca non facevo uso di televisione, ma la prima edizione del Grande Fratello mi ha travolto ugualmente. Non solo il giovedì sera soffrivo la solitudine nell’aula studio che si spopolava a causa del reality ma per ben 100 giorni consecutivi il pettegolezzo amical-locale era stato sospeso. E così anch’io avevo rimpiazzato il mio interesse per il gossip scolaresco per sapere a che punto si erano spinti Tarricone e Cristina e qual’era la preda momentanea della gatta morta Marina La rosa.

Con-fusione Star System/Star System
2008 ieri sera, calcio Sky
. La mia passione per il calcio si limita a conoscere il risultato dell’Udinese, la sua posizione in classifica, seguire i mondiali e gli europei. Il mio background calcistico si è auto generato attraverso l’acqua minerale Uliveto, lo slogan Life is Now della Vodafone, lo zapping televisivo su: Ce posta per te, Buona domenica, Telegiornali, rotocalchi come Studio aperto, ecc..
Ieri sera ho assistito involontariamente all’incontro Juventus e Sampdoria e mi sono accorto di stupirmi nel vedere che Del Piero (e qualcun altro di cui non conosco il nome) giochi anche calcio. La partita, ovviamente ai mie occhi, sia per la qualità che delle riprese e soprattutto per il cast, sembrava più ad un telefilm che a un incontro sportivo, e non sarei rimasto sorpreso nel vedere Dr. House segnare un goal allo scadere del secondo tempo.

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