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Spensierata infanzia? 20 motivi che sfatano il luogo comune

Altro che spensierata!

L’altro giorno passando in bici per una zona che un tempo era piena d’alberi (tra cui un ciliegio!) e che ora è popolata da villette a schiera mi sono detto con un nostalgico pensiero tra me e me:

<spensierata infanzia!>

Per fortuna mi sono reso conto che in realtà è tutt’altro che spensierata.

Infatti da piccolo bisogna affrontare:

  1. i bambini più grandi che fanno i bulli approfittandosene del loro vantaggio dato dall’età (forza e capacità mentali superiori)
  2. il mangiare che fa schifo con i rispettivi e insensati ” se non mangi rimani piccolo” dei genitori
  3. le regole prive di logica (per i bambini) dei genitori che liquidano con odiosissimi “perché sì”
  4. le noiosissime conversazioni della mamma che spettegola con l’amica (tra l’altro la mia lo faceva in dialetto udinese)  seguite dal classico tiramento della gonna da parte del bambino che vanamente chiede  ”quando andiamo a casa?” (la risposta menzognera è sempre <<adesso!>>)
  5. la coercitiva iscrizione a “boy-scout” (questo è il mio caso specifico, ma penso che ognuno di noi sia passato per un’esperienza simile)
  6. la continua voglia di essere più grande che a volte sfocia in frustrazione
  7. il desidero, in assenza di una reale concezione del tempo, che arrivi sempre e subito: il compleanno, la pasqua, la fine della scuola ecc…
  8. la scuola con le sue interrogazioni e i suoi compiti per casa senza rendersi conto della sua utilità
  9. l’invidia del compagno o dalla compagna di banco che ha sempre giochi fighissimi e io no
  10. l’odiatissimo e sempre inopportuno paragone con gli altri bambini <<vedi che bravo Filippo che fa questo e quello ….>>
  11. il forzato pisolino pomeridiano
  12. il rifiuto da parte dei genitori di raccontare una storia ogni volta che lo si desidera
  13. l’attesa delle 4 del pomeriggio di domenica per incominciare a giocare rumorosamente come si deve
  14. il pallosissimo “ha perso la lingua” del nostro genitore ogni volta che il bimbo non ha voglia di parlare con un grande
  15. l’antipaticissimo figlio o figlia dell’amico dei nostri genitori (ce n’è sempre 1)
  16. l’andare a mangiare fuori senza poter andare in giro dove si vuole
  17. il babau, uomonero, lupo, eccetera..
  18. il buio
  19. la nostalgia
  20. i grandi che fanno finta di ascoltare storie super avvincerti capitate a scuola o all’asilo

Insomma, pensandoci bene, quanto bene si sta adesso da adulti!

Provate smentire, o ad aggiungere punti commentando cliccando qui

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Come risparmiare 5/10 euro (giudizio altrui compreso)

Magari può capitare QUANTO SEGUE, in luoghi dove c’è un gran via vai di persone, come all’ingresso di centri commerciali o di ospedali.

  1. Si avvicina a voi una persona Giovane e Sorridente (GS)
  2. GS porge a voi un oggetto dalle dimensioni di un CD confezionato
  3. Prendete in mano quel pacchettino credendo che sia materiale pubblicitario oppure un regalino sponsorizzato
  4. GS vi pone una domanda dalla risposta attesa e scontata come ad esempio “Hai qualcosa in contrario con chi vuole uscire dal tunnel della droga? ” e rispondete
  5. GS vi ringrazia per aver deciso di aderire all’iniziativa dandogli 5 o 10 euro

E ALLORA? (vedi corrispondenza con i numeri dell’elenco precedente)

  1. GS è una persona che chiede soldi
  2. GS esegue un gesto che dalla maggior parte delle persone viene interpretato come un dono
  3. Se l’oggetto viene preso in mano, la persona dimostra di accettarlo (come quando accettiamo dei volantini o dei gadget pubblicitari)
  4. Rispondendo affermativamente alla domanda scontata, dimostriamo il nostro interesse per le nobili cause
  5. GS fa credere alla persona che così ha accettato di contribuire con 5/10 euro alla nobile causa.

MA… STO PUNTO 5?

A questo punto, è molto probabile che la persona si senta obbligata a dare il suo contributo anche se in realtà non ne ha voglia perché TEME il giudizio di GS che potrebbe pensare:

ma guarda sto tipo qua: prima accetta l’oggetto, poi dice di sostenere le cause nobili, e quando si tratta di sborsare una cifra irrisoria si tira indietro!

E così queste queste ignare persone cedono malincuore la manciata di euro, oppure a fatica riescono a svincolarsi in maniera goffa e imbarazzata.

SOLUZIONI

a. Evitateli dall’inizio

b. Se accettate il loro invito appena vi accorgete che stanno usando la strategia appena descritta restituite il pacchettino e andatevene

c. Se avete qualche minuto da investire, fermatevi a osservare questo fenomeno di adescamento: può risultare divertente

Diffondete e informate.

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La messa è finita (grazie a Dio)

Lo stato d’animo

“LA MESSA È FINITA: ANDATE IN PACE”, e noi del pubblico rispondevamo all’unisono” RENDIAMO GRAZIE A DIO”.

Molto probabilmente questa fase di congedo del rito ha lo scopo di permettere ai presenti di uscire dalla chiesa ringraziano Dio per aver partecipato alla celebrazione eucaristica.

La fase di congedo per me era la parte migliore, un momento di liberazione da una lunghissima ora di noia, scandita da momenti in cui stavo in piedi, seduto, o con la mano tesa per il momento della pace con il vicino. Forse era una mia sensazione, ma sentivo in chiesa una bella vibrazione, quasi questa mia gioia liberatrice fosse condivisa dalla maggior parte dei presenti.

A meno che le cose non sono cambiate degli ultimi anni, per me, questa celebrazione del rito cattolico, ha sempre avuto l’aspetto di un sacrificio, una penitenza un qualcosa da pagare per dimostrare di fare parte di una comunità.

Magari non è così, ma se mi immagino i partecipanti vedo persone che impostano le espressioni del viso in formato tristezza.

SOLO 5 DOMANDE

  1. Ci sono persone (fedeli) che sono contente di partecipare alla messa cattolica?
  2. Se è un’occasione per permettere alle persone della comunità di incontrarsi dopo la messa, perché non si incontrano e basta?
  3. Ci sono persone spinte ad andare in chiesa per non essere giudicate male dalla comunità?
  4. Che percentuale dei presenti alla cerimonia, si annoiava (o si annoia ancora!) terribilmente quanto me?
  5. Se i miei figli volessero che li accompagni in chiesa per assistere alla messa, quale sarebbe il modo migliore per far passare quell’interminabile ora? (senza mancare di rispetto al prete però)

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Proposta di cambiare gestore di fornitura energia elettrica e gas

Quello che segue è una mia interpretazione di quanto è accaduto.

Ieri pomeriggio si sono presentati a casa mia due gentili signori allo scopo di adeguare la mia posizione di fruitore di servizio di fornitura di energia elettrica e gas. (SÌ SEMBRAVA CHE NON MI PREPONESSERO DI CAMBIARE OPERATORI MA DI “ADEGUARE” LA MIA POSIZIONE DI UTENTE)

  1. i 2 signori rappresentavano la stessa azienda di fornitura di energia elettrica che ho adesso (FALSO: il nome è simile ma non sono gli stessi)
  2. se avessi accettato le loro condizioni entro 2 giorni avrei beneficiato per quest’anno uno sconto di 28 euro  per l’energia e 26,60  per il gas (probabilmente VERO: non ho letto il contratto ma mi è stato confermato via telefonica dall’operatore)
  3. risparmierei per il primo anno il 18% di aumenti previsti (FALSO: secondo loro l’aumento del costo del gas e dall’energia elettrica sarà per quest’anno del 3% a quadrimestre-dato che tra l’altro non sono riuscito a verificare. Quindi supponendo che ci sarà un aumento del 9% sia del gas che dell’energia elettrica, le 2 percentuali NON SI SOMMANO. L’aumento (ipotizzato dall’azienda per la quale lavorano i due signori ) è del 9%
  4. pagherei un fisso mensile, in bollette bimestrali, (VERO e FALSO: pago sempre in base ai consumi. Quindi alla fine dell’anno verrà fatto il conguaglio senza sapere però se per lo “sforo” pagherò di più per consumo unitario)
  5. se non aderiamo alla proposta, verremo assegnati automaticamente al fornitore di energia designato (da non ho capito da chi) per la zona di appartenenza (FALSO: ho telefonato al mio fornitore di energia elettrica e mi ha confermato che è una fesseria)

STRINGI STRINGI:

  1. Non accettare l’offerta il giorno stesso in cui si presentano i rappresentati della NUOVA società di fornitura di elettricità e gas in quanto non c’è il tempo materiale per valutare attentamente le condizioni di contratto
  2. Valutiamo l’offerta in base dell’unità di consumo (se si trattasse di benzina, userei come paramento il LITRO) quindi ad OGGI 12 febbraio 2010 i parametri sono i seguenti. ELETTRICITA’: circa 0.80 GAS: circa 0.22

Ecco fatto!

Per qualsiasi informazione aggiuntiva o correzione, commentate pure questo post.

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Faccio preventivi per più di 1.000€!

e non è neppure conveniente!

Questo post semplicemente per dire che non sopporto chi ostenta preventivi gratuiti per servizi che OVVIAMENTE e NATURALMENTE il preventivo gratutito lo dovrebbero fornire.

Non serve fare esempi, e se non vi è mai capitato cercate pure su google “preventivi gratuiti” per rendervene conto.

Se volete invece un preventivo a pagamento, per qualsiasi cosa, contate su me.

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FOTO | presa da un sito che fa preventivi gratuiti

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Assicurare un negozio di peluches

Tender is the life

Mi sono sempre chiesto per quale motivo un esercizio commerciale spendesse soldi per assicurarsi nel caso qualcuno si facesse male.  Persino i negozi che vendono peluches lo fanno!

Poi è arrivata la rivelazione con questo episodio

  1. Un mio collega ha tamponato una signora procedendo ad una velocità tra i 5 e i 6  km orari. A causa del violento impatto la conducente lamentava dolori al collo. Un colpo di frusta?

Questo mi ha dato una consapevolezza, che comunque è sotto gli occhi di tutti, che ci sono alcune persone che riescono, se viene data loro la possibilità (a dir la verità se la prendono loro) di  trarre profitto da qualsiasi situazione in cui riescono a provare che qualcuno è responsabile di un danno che hanno subito. Danno evidente o meno. Esistente o meno.

Quindi queste persone sono il vero pericolo, non il negozio di peluches, ed è per loro che ci si assicura.

Per chi dunque abbia un attività che la mette in contatto con persone (anche virtualmente!) si metta pure il cuore in pace e sborsi quei 200 euro annui per un’assicurazione legale e di responsabilità civile.

C’est la vie

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la foto l’ho presa su flickr

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Ma come parlano i presidenti della repubblica?

questi sono i video che Youtube oggi consiglia per me. Si vede che mi conosce bene. Molto bene.

Una volta sola nella mia vita mi sono messo davanti al televisore la notte del 31 dicembre per seguire un pezzettino del discorso del presidente della repubblica.

Ci ho provato: senza aspettative disposto a non giudicare quello che avrei ascoltato.

All’epoca era Scalfaro, e dopo parecchi minuti (penso 6 o 7) ho ceduto e ho spento la televisione. Visto l’impegno che mi ero preso quella sera stessa, il giorno successivo sono entrato in possesso del giornale per leggere quello che c’era di interessante in quel discorso. O almeno quello che qualche giornalista aveva ritenuto potesse essere interessante per i lettori.

MA MI CHIEDO

  1. Che cosa succede alle persone che diventano presidenti della repubblica italiana?
  2. Perché iniziano a parlare in modo così strano? (prima non parlavano così! erano molto più divertenti…)
  3. Perché l’espressione del viso si trasforma?

Guardate come l’espressione del viso si assomiglia (foto prese da Wikipedia e nocookie.net)

SI MA ALLORA?

Ok: tuttavia questi discorsi possono tornare utili dato che raccontano (anche se in maniera poco poco avvincente) la storia. Con un po’ di parafrasi simultanea è anche possibile capire quello che hanno detto.

Guardatevi, con le dovute cautele questo video di Pertini e quelli correlati di Leone, Gronchi, eccetera. Man mano che vanno verso il bianco e nero ricordano un po’  il tramonto del neorealismo cinematografico.

video Pertini

Buona visione.

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Mai rivolgersi ad un amico. Mai. Eppure…

Frends to be friends

E’ più forte di me: fatico a resistere al fascino degli amici quando mi trovo in condizione di fornire o ricevere da loro una prestazione a pagamento.

Mi spiego meglio (specie per i più maliziosi).

CASO A:  L’AMICO HA BISOGNO DI ME

Un  amico/parente si rivolge a me, o all’azienda in cui lavoro, per acquistare un prodotto o un determinato servizio.

POSSIBILI SCENARI:

L’ amico/parente si rivela a sorpresa un problema perché troppo puntiglioso, tirapiedi, eccetera eccetera.

Il mio operato o quello dell’azienda non soddisfa le aspettative dell’amico/parente.

RISULTATI:

Perdo la faccia in azienda e comprometto il rapporto con l’amico/parente.

CASO B: IO HO BISOGNO DELL’AMICO/PARENTE

L’amico non soddisfa le mie aspettative.

POSSIBILI SCENARI:

Mi rivelo INCONSAPEVOLMENTE troppo puntiglioso, tirapiedi, eccetera eccetera.

RISULTATI:

Prendo il classico “taccone”, e comprometto l’amicizia.

RIFLESSIONE

E’ da quando sono bambino che sento il motto “dividere gli affari dagli amici”. Numerosissime esperienze indirette e soprattutto DIRETTE mi hanno dimostrato che questo è sensato; qualcuno si è rivolto all’amico meccanico/commercialista/idraulico/avvocato/informatico/marmista/geometra/eccetera, ed è rimasto a dir poco deluso. Esperienze ai confini dell’incredibile talmente paradossali da far accapponare la pelle!

Tutto questo capita perché se il cliente o professionista che sia  è sconosciuto, è possibile  far valere in scioltezza i propri  diritti. Il  business vale molto più della relazione: siamo assertivi e ci battiamo per raggiungere lo scopo. Con l’amico invece, si cerca di salvare la relazione a discapito dell’affare. Tuttavia l’amarezza dell’accaduto molto presto rovinerà anche la relazione lasciandoci quindi con meno soldi di prima, meno allegria di prima, e con meno amici di prima.

EPPURE

Eppure, malgrado questo, continuo a peccare e a farmi risucchiare dalla presunta autorevolezza dell’amico.

Commentate pure questo post raccontando la vostra esperienza dato che io non lo posso fare in questa sede.

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Piovono polpette: da vedere.

Bello.

Praticamente l’ultimo ricordo di cinema stipato nella mia memoria risale al secolo scorso:

  • 6000 lire il mercoledì, e lo sconto studenti
  • Poltrone scomode
  • File strette dove era necessario alzarsi per far passare una persona
  • Odiare tutte le persone dal metro e ottanta in su (che con ogni probabilità si sedevano davanti a te)
  • Le sale del centro
  • Il dopo lavoro ferroviario (a Udine–per chi ci andava non servono descrizioni)
  • Niente pop-corn
  • Non ancora bambini da portare al seguito (e soprattutto pagare per loro)
  • Il poco interesse nutrito per la Customer Satisfaction da parte del personale

Quindi per uno che è diventato genitore nell’epoca del multisala, del noleggio cheap dei DVD, e della diffusione di Internet e della banda larga, la presenza al cinema si è ridotta praticamente a 0. I bambini piccoli non li puoi ancora portare perché si stufano, e andare senza di loro sembra “brutto”.

E così oggi in 4 siamo stati trasportati da una serie di coincidenze al multisala dove in meno di 10 minuti dalla semplice decisione di andarci a vedere un film ci siamo trovati seduti in quarta fila con gli occhialini per vedere “Piovono polpette” in 3d.

Ok: la differenza tra quello che ricordavo e quello che ho trovato (a parte avere i figli a carico!) ha influito sull’apprezzamento dello spettacolo.

Comunque il film d’animazione era coinvolgente e motivante, adatto a coloro che non anno bimbi a seguito. Non dico altro se non che è assolutamente da vedere.

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la foto l’ho presa su filmisnow.it

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Natale: Meno male che sono un parassita natalizio!

Natale

Oggi sono andato al supermercato  fare (ovviamente solo) ” un po” ” di spesa per domani, Natale.

L’aspetto più incredibile è che Natale, nonostante i buoni propositi, le luci, le palline dell’albero, per la maggior parte delle persone che ho incontrato, è una grande seccatura. Nel senso che Natale è bello, perché DOPO c’è santo Stefano e si riposa un po’.

Quindi ritornando al supermercato, in quel migliaio di metri che ho percorso per raggiungerlo, fare gli acquisti e tornare indietro ho percepito:

  1. Il nervosismo degli automobilisti incolonnati
  2. L’ansia della corsa ai regali (la maggior parte delle persone la fa tra il 23 e 24 dicembre)
  3. La stanchezza dichiarata di qualche commesso stremato speranzoso di arrivare alla chiusura serale
  4. Il poco apprezzamento per chi si apprestava a preparare il Pranzo di Natale
  5. Il pochissimo apprezzamento di chi, oltre a dover preparare il Pranzo di Natale, si sentiva a disagio perché quella pappa la doveva anche mangiare (non so perché ma l’idea di mangiare più del solito scoraggia più di qualcuno)
  6. Il pochisimissimissimo, ma proprio poco, apprezzamento perché oltre a dover preparare il pranzo, mangiarlo, si dovrà stare in compagnia di alcuni specifici (ma non sempre così specifici) parenti.

Bene. A questo punto mi compiaccio ancora di più di essere un parassita natalizio.

  1. Vado in bici sul marciapiede (sorpassando le auto incolonnate)
  2. I regali li ha presi mia moglie
  3. Mi reco al supermercato la vigilia per prendere 4 cose chiedendo ai commessi dove si trovano i gingerini che ho sotto il naso
  4. Il pranzo lo prepara mia moglie
  5. Mangerò quello che mi sentirò di mangiare
  6. Ok, ok.

Buon natale a tutti, ma soprattutto a quelli che mi fanno passare un natale da nababbo.

Grazie Ale, anche se oggi abbiamo litigato!

Bepi

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La foto l’ho presa da tv.msn.com

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