dicembre 30, 2008 • 6:45 pm
Uii Aa De Uoo, Ui A de Cildren…

Era il 1985 quando una canzone particolarmente bigotta oltre a diventare un successone mondiale diede a noi bambini– di 24 anni fa–la responsabilità di rendere il nostro mondo migliore di quello che era in quel momento.
Ok: il brano Ui Aa De Uoo (We Are The World) aveva l’obiettivo di sensibilizzare le persone a DONARE e raccogliere quindi fondi per l’Etiopia, ma anche predisse che noi bambini eravamo “the ones who make a brighter day” e se per brighter Jackson e Richie intendevano “più luminoso” nel senso di migliore qualcosa nella profezia non ha funzionato.
Infatti sin da piccoli siamo stati imbottiti di valori di pace, amicizia, tolleranza, e rispetto per l’ambiente. Tutti sostantivi volti a rendere oggettivamente il nostro mondo più sano e bello da vivere.
Ed ora eccomi qua a ridosso del 2009, travolto da notizie poco confortanti su come sta andando il MIO mondo. Alla luce di Ui Aa De Uoo e dei valori che mi hanno costruito ecco le mie responsabilità da adulto:
- Non prendo il mezzo pubblico perché costa troppo e se vado in bici è per risparmiare soldi e per far prima
- Acquisto senza tenere conto di fatto se per produrre quella cosa che compro sono state sfruttate delle persone/bambini
- Acquisto cose senza senza concretamente preoccuparmi del loro impatto sull’ambiente
- La notte lascio per pigrizia sempre un apparecchio elettronico in stand-by
- Sputo ancora il chewingum per la strada (anche se sto cercando di non farlo più)
- Credo che se voglio in maniera sostanziale cambiare il mondo devo diventare un politico ma allo stesso tempo ho la sensazione che per diventare un politico si debba volere che il mondo resti così come è.
Se anche voi eravate il Mondo, oppure se anche voi vi sentite responsabili per come è, autodenunciarvi commendando questo post.

Filed under: Uncategorized , we are the world, tocca a te, mondo
Uii Aa De Uoo, Ui A de Cildren…

Era il 1985 quando una canzone particolarmente bigotta oltre a diventare un successone mondiale diede a noi bambini– di 24 anni fa–la responsabilità di rendere il nostro mondo migliore di quello che era in quel momento.
Ok: il brano Ui Aa De Uoo (We Are The World) aveva l’obiettivo di sensibilizzare le persone a DONARE e raccogliere quindi fondi per l’Etiopia, ma anche predisse che noi bambini eravamo “the ones who make a brighter day” e se per brighter Jackson e Richie intendevano “più luminoso” nel senso di migliore qualcosa nella profezia non ha funzionato.
Infatti sin da piccoli siamo stati imbottiti di valori di pace, amicizia, tolleranza, e rispetto per l’ambiente. Tutti sostantivi volti a rendere oggettivamente il nostro mondo più sano e bello da vivere.
Ed ora eccomi qua a ridosso del 2009, travolto da notizie poco confortanti su come sta andando il MIO mondo. Alla luce di Ui Aa De Uoo e dei valori che mi hanno costruito ecco le mie responsabilità da adulto:
- Non prendo il mezzo pubblico perché costa troppo e se vado in bici è per risparmiare soldi e per far prima
- Acquisto senza tenere conto di fatto se per produrre quella cosa che compro sono state sfruttate delle persone/bambini
- Acquisto cose senza senza concretamente preoccuparmi del loro impatto sull’ambiente
- La notte lascio per pigrizia sempre un apparecchio elettronico in stand-by
- Sputo ancora il chewingum per la strada (anche se sto cercando di non farlo più)
- Credo che se voglio in maniera sostanziale cambiare il mondo devo diventare un politico ma allo stesso tempo ho la sensazione che per diventare un politico si debba volere che il mondo resti così come è.
Se anche voi eravate il Mondo, oppure se anche voi vi sentite responsabili per come è, autodenunciarvi commendando questo post.

Filed under: Uncategorized , we are the world, tocca a te, mondo
dicembre 6, 2008 • 11:11 pm
Commento anonimo dell’articolo di Punto-informatico.it:
Anche da noi vengono a chiedere opinioni quando ci sono problemi di fatturato … ma qualunque cosa diciamo il risultato è sempre “allarghiamo il buco” ovviamente non quello del dentifricio visto che noi facciamo sistemi informativi.

Ieri Punto-informatico.it ha pubblicato un articolo in si cui sostiene che le aziende per superare la crisi devono andare in controtendenza nei rapporti con i dipendenti.
Secondo l’autore dell’articolo continuare a tagliare i costi del personale per aumentare la produttività non dà risultati nel lungo periodo. Bisogna quindi investire nelle persone (fattore P) ascoltandole e ricercando in loro spunti per innovare e crescere.
Giuseppe Cubasia per fare un esempio di ascolto e valorizzazione del “basso”, si riferisce a come l’amministratore delegato della Colgate tanti anni fa scese in fabbrica per chiedere direttamente ai lavoratori quale potesse essere una soluzione per aumentare le vendite di dentifricio e risolvere quindi i problemi di fatturato.
La messa in pratica della proposta operaia di allargare il buco del tubetto corrispose ad un incremento del 20% del consumo del dentifricio da parte degli utenti finali.
L’astuzia della Colgate mi ha sempre affascinato ma non per la capacità di ascolto del vertice, ma semplicemente per come un intervento così banale abbia prodotto risaluti tanto sorprendenti.
Ecco altri 3 esempi di low-tech che toccano in maniera trasversale la piramide aziendale:
- Post it: un’impiegata giapponese, stanca di perdere le puntine necessarie per fissare gli avvisi in bacheca per i dipendenti
decise di tagliare dei fogli e applicare della colla sul retro per attaccarli e staccarli con facilità. Il successo di tale invenzione lo conosciamo tutti.
- Slogan pubblicitario anni ’20: “noi laviamo le bottiglie con il vapore vivo“. Tutte le aziende che producevano e imbottigliavano birra agli inizi del secolo igienizzavano le bottiglie con il vapore vivo, ma loro lo dissero sembrando così gli unici a dare una garanzia così alta di igiene. E così in pochi mesi una birra “così così” passò in negli Stati Uniti dal quinto al primo posto in termini di vendite.
- Lacci per le scarpe: dal 1790, Harvey Kennedy guadagnò circa 15 miliardi di dollari (rapportati ad oggi) per aver brevettato i lacci di pelle per le scarpe.
Foto| soumyadipc.blogspot.com
Filed under: Uncategorized , colgate, dentificio, low-tech, personale, persone
dicembre 2, 2008 • 6:49 pm
mmm….

Due pareri discordi sulla Biowashball, una palla di plastica contenente sfere di ceramica che sostituirebbe il detersivo per un migliaio di lavaggi:
- Beppe Grillo
- Disinformatico
Aggiorno oggi 5.12.2008
Il seguente collegamento riporta un’iniziativa per dimostrare l’efficacia della Biowashball:
Link
Filed under: Uncategorized , biowashball, detersivi, lavatrice
dicembre 1, 2008 • 8:53 pm
Ecco la prova fotografica (di pessima qualità e sfocata come ogni raro avvistamento che si rispetti)

Questa sera nella farmacia Aiello di Udine per la prima volta dopo cinque anni di ricerche in diverse farmacie del capoluogo friulano sono riuscito ad acquistare un flacone di sciroppo di Paracetamolo al posto della Tachipirina.
Uno dei farmaci più in voga tra noi genitori è appunto la Tachipirina, un antipiretico che somministriamo (alle volte alternato con l’Ibuprofene) ai nostri piccoli quando hanno la febbre alta.
Ecco però una soluzione per intossicare i nostri giovanotti spendendo meno:
- recarsi in farmacia e chiedere il Paracetamolo, (ad esempio un flacone di sciroppo da 120mg)
- rifiutare la Tachipirina (che con ogni probabilità sarà proposta)
- storcere il naso se il farmacista è sprovvisto del medicinale equivalente
- non credere al farmacista se sostiene che la differenza di prezzo è di qualche centesimo, dato che
- un flacone da 120 mg di Tachipirina costa €4,30
- un flacone da 120 mg di Paracetamolo (foto) costa €2,50
- ordinare , nel caso la farmacia ne sia sprovvista, il farmaco equivalente
Per finire cliccate sull’immagine qui sotto per vedere quali sono le differenze di composizione tra i due prodotti riportate sulle rispettive indicazioni:

Filed under: Uncategorized , farmacie, paracetamolo, tachipirina, udine
Ultimi commenti ...