ok: adesso facciamo un bel respiro…..
Think Simple Now presenta una strategia efficace (almeno per la scrittrice) per superare il rancore provato nei confronti di qualcuno che ci ha offesi ingiustificatamente evitando così di entrare nel circolo vizioso dell’odio.
Questa strategia si divide in due fasi: la giustificazione atavico-cavernicola del sentimento di rancore, e la stesura delle tecniche per il suo superamento.
La prima fase la dedica completamente alla componente cavernicola del rancore che, almeno per gli evoluzionisti, serviva ai nostri primitivi antenati per sopravvivere nelle tribù. Ad esempio l’offesa ricevuta che avrebbe intaccato la reputazione del offeso e quindi il suo potenziale allontanamento dal gruppo, poteva mettere in pericolo la sua sopravvivenza. E’ per questo motivo che secondo Tina il sentimento è così forte e che tra i cavernicoli avrebbe molto probabilmente condotto ad un omicidio.
Nella nostra società attuale l’omicidio e altre forme di attacco fisico e verbale (con testimoni…) non è consigliabile.
Quindi: accettiamo il rancore come sentimento “naturale” e improvviso che ci ha fatto sopravvivere fino ad oggi. Anche se a volte a discapito degli altri.
La seconda fase è più analitica e si suddivide in tre parti.
- Riacquisizione del controllo momentaneamente perso a causa della rabbia improvvisa. Quindi bisogna trovare un modo per scaricare la rabbia in un modo alternativo all’attacco, come un attività fisica (corsa, palestra….) o trovare un posto ne quale si possa urlare liberamente senza che nessuno possa sentirci (da soli in macchina ad esempio). Ogni persona può trovare il sistema più idoneo.
- Comprendere che quanto è accaduto è da attribuirsi il più delle volte allo stato d’animo della persona che offende piuttosto che al suo desiderio di ferire. Se invece si è sicuri della malafede dell’altro e c’è la convinzione che nulla potrà cambiare, rassereniamoci del fatto che NOI non possiamo cambiare gli altri e impedire loro di esprimersi. Siamo consapevoli che spesso siamo costretti a relazionarci con persone non completamente sane di mente con le quali risulta assai difficile, se non impossibile, comunicare in modo efficace: fuggono, tacciono o dicono cose prive di senso.
- Perdonare. Questo punto è un punto meraviglioso, dato che presenta l’atto di perdonare in una prospettiva diversa dal solito: l’inutilità di non perdonare.
“Non perdonare qualcuno è come bere veleno
e aspettarsi che l’altro muoia“
~ Sconosciuto
In sintesi il rancore deve servirci come stimolo per risolvere un problema e non a crearne altri: acquisire il controllo di noi stessi e poi affrontare la situazione in maniera oggettiva. Se l’interlocutore non lo permette ed è recidivo? Pazienza. Noi non lo possiamo cambiare, possiamo solo adattare in nostro modo di relazionaci.
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