mettersi in proprio….

Premessa

Ieri, malgrado i saldi, ho percorso il tracciato della tristezza commerciale in pieno centro, tra esamini (negozio abbigliamento via del gelso, Expert di palazzo Antivari) e tristemente defunti (Lo storico Trevisan elttrodomestici di piazzale Duomo) esercizi commerciali.

Se una volta gestire un’attività in proprio era difficile, a partire dalla deregualtion delle licenze della fine degli anni ‘90 lo è ancora di più. Infatti “prima” avere una licenza commerciale corrispondeva ad avere una certa garanzia di esclusività della vendita di una serie di determinati prodotti. Da dieci anni a questa parte, le cose sono cambiate: in pratica quasi tutti possono vendere quasi tutto. I più avvantaggiati sono coloro che hanno volumi di vendita più alti dato che il guadagno non ce l’hanno solo sul margine (prezzo di vendita – costo prodotto), ma sulla (enorme) quantità di merce venduta.

Tanti sostengono che l’evento delle torri gemelle abbia dato il colpo di grazia al commercio al dettaglio, ma forse questo ha solo leggermente accelerato il processo fisiologico di moria commerciale.

Mi rendo conto di scrivere ovvietà, ma in realtà non lo sono per tutti, in quanto c’è ancora qualcuno/a che decide di “mettersi in proprio” malgrado queste ovvietà siano di pubblico dominio.

Quindi prima di aprire un’attività è bene

  1. chiedere a diverse persone (fidate) che hanno un’attività di descrivere la propria esperienza
  2. se l’esperienza è scoraggiante ma pensate di essere migliori, chiedete se anche loro prima di aprire l’attività avevano lo stesso presentimento
  3. informatevi sulla durata più frequente dei negozi che hanno aperto negli ultimi anni nella vostra zona
  4. informatevi (sempre rivolgendovi ai commercianti) sull’impatto “TASSE” e costi fissi prima e dopo gli incentivi fiscali di inizio attività
  5. se pensate che con un “bar non si perde mai” sappiate che solamente un numero ristretto di locali riesce nell’impresa. E questo lo si deve più alle rete di conoscenze e alla capacità di PR piuttosto che all’abilità nel servire un’ Americano con delle deliziose tartine
  6. se pensate aprite l’attività per eliminare un datore di lavoro, è bene avere la consapevolezza che ogni cliente è un datore di lavoro, è questo per statistica è peggio
  7. se pensate di aver più tempo libero chiedetelo sempre a chi già ha un’attività.

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