mettersi in proprio….

Premessa
Ieri, malgrado i saldi, ho percorso il tracciato della tristezza commerciale in pieno centro, tra esamini (negozio abbigliamento via del gelso, Expert di palazzo Antivari) e tristemente defunti (Lo storico Trevisan elttrodomestici di piazzale Duomo) esercizi commerciali.
Se una volta gestire un’attività in proprio era difficile, a partire dalla deregualtion delle licenze della fine degli anni ‘90 lo è ancora di più. Infatti “prima” avere una licenza commerciale corrispondeva ad avere una certa garanzia di esclusività della vendita di una serie di determinati prodotti. Da dieci anni a questa parte, le cose sono cambiate: in pratica quasi tutti possono vendere quasi tutto. I più avvantaggiati sono coloro che hanno volumi di vendita più alti dato che il guadagno non ce l’hanno solo sul margine (prezzo di vendita – costo prodotto), ma sulla (enorme) quantità di merce venduta.
Tanti sostengono che l’evento delle torri gemelle abbia dato il colpo di grazia al commercio al dettaglio, ma forse questo ha solo leggermente accelerato il processo fisiologico di moria commerciale.
Mi rendo conto di scrivere ovvietà, ma in realtà non lo sono per tutti, in quanto c’è ancora qualcuno/a che decide di “mettersi in proprio” malgrado queste ovvietà siano di pubblico dominio.
Quindi prima di aprire un’attività è bene
- chiedere a diverse persone (fidate) che hanno un’attività di descrivere la propria esperienza
- se l’esperienza è scoraggiante ma pensate di essere migliori, chiedete se anche loro prima di aprire l’attività avevano lo stesso presentimento
- informatevi sulla durata più frequente dei negozi che hanno aperto negli ultimi anni nella vostra zona
- informatevi (sempre rivolgendovi ai commercianti) sull’impatto “TASSE” e costi fissi prima e dopo gli incentivi fiscali di inizio attività
- se pensate che con un “bar non si perde mai” sappiate che solamente un numero ristretto di locali riesce nell’impresa. E questo lo si deve più alle rete di conoscenze e alla capacità di PR piuttosto che all’abilità nel servire un’ Americano con delle deliziose tartine
- se pensate aprite l’attività per eliminare un datore di lavoro, è bene avere la consapevolezza che ogni cliente è un datore di lavoro, è questo per statistica è peggio
- se pensate di aver più tempo libero chiedetelo sempre a chi già ha un’attività.
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Foto | Flickr





4 comments
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Luglio 23, 2008 a 8:04 pm
giulia zeta
Cavoli! Trevisan ha chiuso? L’ultima lavatrice “udinese” l’avevo comperata da loro ed è durata 14 anni.
Aprire un’attività in proprio è un gran rischio, al giorno d’oggi. Anche qua a Sassari i piccoli negozianti stanno morendo, mentre gli ipermercati sono in continua espansione. E’ la logica del mercato. Gli italiani hanno pensioni e stipendi sempre più bassi, e quindi meno potere d’acquisto: ovvio che si riforniscono, quando possono, da chi fa il prezzo minore. Un ipermercato, solitamente proprietà di una multinazionale, è, per molte ragioni, più competitivo d’un piccolo negoziante.
Se proprio proprio uno vuol mettersi in proprio, consiglio di buttarsi sul genere idraulico o elettricista. Mai provato a cercarne uno urgentemente?
mandi gz.
Luglio 25, 2008 a 9:57 am
bepi
Per giulia zeta: L’ultima volta che sono andato da Trevisan, mi sono arreso dopo un’estenuante attesa e sono uscito per fare il mio acquisto in un luogo più comodo e veloce, anche se allo stesso prezzo. Purtroppo il negozio era diventato fuori dal tempo, più per il servizio che per il costo degli articoli.
Per quanto riguarda le professioni che hai citato, è dura anche per quelle dato che i costi fissi per un’attività apparentemente economica dato che non richiede un edificio di proprietà per esercitare la professione sono incredibilmente alti!
Luglio 25, 2008 a 7:23 pm
Dindi
Il vecchio Signor Trevisan, che peraltro conoscevo per ragioni di lavoro, quello si era un commerciante! Il figlio, a detta di molti una persona incapace, ha purtroppo rovinato quello che il padre ha fatto in tanti anni. I Clienti, con la C maiuscola, bisogna farli e soprattutto mantenerli. Il difficile è proprio nel mantenerli. Anche l’elettricista o l’idraulico non è facile farlo, con tutte le normative da seguire, Visco che ha cercato in tutti i modi di affossare la piccola e micro impresa, i mancati pagamenti, ecc. ecc. Io sono stanco ma alla mia età bisogna continuare; chi vuoi che prenda un “vecchio” cinquantenne?
Novembre 24, 2008 a 10:10 am
Anonimo
è DURA MOLTO DURA METTERSI IN PROPRIO, MA PROPRIO TANTO , ANCH’IO CREDEVO FOSSE TUTTO MOLTO PIù SEMPLICE, INVECE CASPITA, LE STRADE CHE DEVI FARE, E POI QUANTO MA QUANTO DEVI SUDARE PER POTER SOPRAVIVERE.
LA CONCORRENZA è TANTA, CERTO IO NON VENDO MA OFFRO UN SERVIZIO (SONO ARTIGIANA PARRUCCHIERA) E VI ASSICURO CHE PER POTER STARE A GALLA DEVI DARE IL MASSIMO.
CI SONO LE SODDISFAZIONI PERò CHE MI INCORAGGIANO, E CHE NONOSTANTE NON SIA IN CENTRO RIESCO A VENIRNE FUORI, Bè MAGARI NON VEDO ANCORA NIENTE PER ME MA INTANTO ALMENO I DEBITI, RIESCO A PAGARE.
PERCHè NONOSTANTE SI DICA CHE CI SIANO CONTRIBUTI PER LE GIOVANI DONNE, VI ASSICURO CHE SE NON SI HANNO SOLDI IN MANO NON SI FA NIENTE DI NIENTE.
PERò DAI SPERO CHE PRIMA O POI RIUSCIRò A COMPRARMI UN Pò DI PANE IN PIù……………………