luglio 29, 2008 • 9:03 am
Situazione possibile:
Paziente (io): <<Buon giorno dottore, vorrei solo assicurarmi che lei si sia lavato le mani prima di vistarmi.>>
Medico: << Prego?!>>
Paziente (io): eh…..
Medico: <<Si sieda pure lì, e facciamo questa visita.>>
Per fortuna, si fa per dire, la malasanità esiste anche in altri paesi considerati sviluppati. Il video del collegamento dell’immagine si riferisce ad una ricerca australiana dimostrante che “uno dei modi più semplici per morire è andare in ospedale: 100.000 americani* perdono la vita ogni anno per errori imputabili ai medici per cause diverse dal motivo per il quale si sono recate in ospedale. La peggiore di queste cause è l’infezione batterica causata dal semplice fatto che pochi medici si lavano le mani prima di operare.” Il filmato si conclude con l’esortazione della speaker a chiedere al medico di lavarsi le mani prima di effettuare la visita.
*Ci sono più morti causate dagli errori dei medici che da incidenti stradali, disastri aerei, suicidi, cadute, avvelenamenti e annegamenti messi assieme. ( link )
Piccola riflessione sanitaria
Sabato scorso mi hanno riferito un caso di (scusate l’abusato termine) malasanità Udinese che avrebbe dovuto comparire nelle prime pagine dei giornali, e nei servizi televisivi. Ma questo non è accaduto.
Chiunque io conosca, me compreso, racconta di aver vissuto almeno un’esperienza negativa all’interno della struttura ospedaliera: pronto soccorso, degenza o semplice visita ambulatoriale. Diagnosi errate, sottovalutazione di sintomi eclatanti, lunghissime, ingiustificate e dolorose attese, morti sospette di cari.
L’aspetto comunque più irritante che contribuisce a lasciare un brutto ricordo è la poca attenzione ai pazienti intesi come persone con sentimenti e tempo libero da dedicare a posti migliori.
(questo post è stato modificato)
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luglio 28, 2008 • 8:21 pm
the human way (clicca qui per leggerlo in italiano)

This is a human way to use voipstunt on Ubuntu.
Install
- click [Applications] (up left monitor)
- select [add/remove] (last window option)
- write twinkle inside the SEARCH engine window (up right window)
- select [Twinkle a sip Softphone]
- click [apply chances]
Setup
- go to [applications] / [internet] / [Twinkle]
- chose WIZARD profile
- enter a profile name: VOIPSTUNT
- sip service: OTHER
- user name: your voipstunt username
- password: your voipstunt password
- domain: voipstunt.com
- click OK
Here you are. To call insert the telephone number and press call. Click Bye to hung up.
Free to comment or criticize my awkward English
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the human way (click here to read it in awkward English)

Premessa
Se lo slogan di Ubuntu è “Linux For Human Beings“, Linux per gli esseri umani. Lo stesso non lo si può sempre dire per chi dà le dritte per risolvere un problema che si dimentica dello slogan stesso usando parametri e linguaggi poco comprensibili. Un giretto in qualche forum di Ubuntu chiarisce (si fa per dire) la mia sensazione.
L’ultimo esempio è stata la ricerca del software per utilizzare Voipstunt sul mio PC linuxiano: non riuscivo a venirne a capo in maniera decorosa. Alla fine però ce l’ho fatta umanamente da solo.
I fatti
Installazione
- cliccare [Applicazioni] (icona in alto a sinistra del monitor)
- selezionare [aggiungi/rimuovi] (l’ultima voce in basso nella finestra)
- nella finestra SEARCH (in alto a destra nella finestra) digitare: twinkle
- marcare il quadratino [Twinkle a sip Softphone]
- applicare la modifica con il tasto in basso [applay changes]
Setup programma
- cliccare su [applicazioni] poi su [internet] e alla fine su [Twinkle]
- scegliere il profilo Wizard
- enter a profile name: VOIPSTUNT
- sip service: OTHER
- user name: vostro username voipstunt
- password: vostra password voipstunt
- domain: voipstunt.com
- premere ok
Ora per telefonare basta inserire il numero con il prefisso nazionale e premere l’icona [call]. Per terminare la chiamata [bye]
Liberi di commentare
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luglio 20, 2008 • 11:38 am
mettersi in proprio….

Premessa
Ieri, malgrado i saldi, ho percorso il tracciato della tristezza commerciale in pieno centro, tra esamini (negozio abbigliamento via del gelso, Expert di palazzo Antivari) e tristemente defunti (Lo storico Trevisan elttrodomestici di piazzale Duomo) esercizi commerciali.
Se una volta gestire un’attività in proprio era difficile, a partire dalla deregualtion delle licenze della fine degli anni ‘90 lo è ancora di più. Infatti “prima” avere una licenza commerciale corrispondeva ad avere una certa garanzia di esclusività della vendita di una serie di determinati prodotti. Da dieci anni a questa parte, le cose sono cambiate: in pratica quasi tutti possono vendere quasi tutto. I più avvantaggiati sono coloro che hanno volumi di vendita più alti dato che il guadagno non ce l’hanno solo sul margine (prezzo di vendita – costo prodotto), ma sulla (enorme) quantità di merce venduta.
Tanti sostengono che l’evento delle torri gemelle abbia dato il colpo di grazia al commercio al dettaglio, ma forse questo ha solo leggermente accelerato il processo fisiologico di moria commerciale.
Mi rendo conto di scrivere ovvietà, ma in realtà non lo sono per tutti, in quanto c’è ancora qualcuno/a che decide di “mettersi in proprio” malgrado queste ovvietà siano di pubblico dominio.
Quindi prima di aprire un’attività è bene
- chiedere a diverse persone (fidate) che hanno un’attività di descrivere la propria esperienza
- se l’esperienza è scoraggiante ma pensate di essere migliori, chiedete se anche loro prima di aprire l’attività avevano lo stesso presentimento
- informatevi sulla durata più frequente dei negozi che hanno aperto negli ultimi anni nella vostra zona
- informatevi (sempre rivolgendovi ai commercianti) sull’impatto “TASSE” e costi fissi prima e dopo gli incentivi fiscali di inizio attività
- se pensate che con un “bar non si perde mai” sappiate che solamente un numero ristretto di locali riesce nell’impresa. E questo lo si deve più alle rete di conoscenze e alla capacità di PR piuttosto che all’abilità nel servire un’ Americano con delle deliziose tartine
- se pensate aprite l’attività per eliminare un datore di lavoro, è bene avere la consapevolezza che ogni cliente è un datore di lavoro, è questo per statistica è peggio
- se pensate di aver più tempo libero chiedetelo sempre a chi già ha un’attività.
Sentitevi liberi di commentare
Foto | Flickr
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luglio 15, 2008 • 7:58 pm
lodo
[lò-do] s.m.
• dir. Decisione collegiale presa dagli arbitri di una vertenza, che assume efficacia di sentenza con decreto del pretore: l. arbitrale
• sec. XIII
(fonte dizionario.corriere.it)
Cioè? ……

Premessa
Fino a qualche settimana fa “LODO” corrispondeva alla prima persona singolare del presente indicativo del verbo “LODARE”. In questi giorni invece LODO diventa sostantivo se seguito dal cognome del nostro attuale guardasigilli: il Lodo Alfano = sospensione del processo penale nei confronti delle quattro più alte cariche dello Stato = legge salva premier.
Considerazione 1
In linea estremamente teorica condivido la filosofia dell’immunità parlamentare (e non solo della più alte cariche). Questo perché ritengo che le persone che sono state elette e che dovrebbero rappresentarci nel prendere delle decisioni importanti per l’interesse della collettività, abbiano la possibilità di fare il loro lavoro nel miglior modo possibile e con i minori ostacoli possibili. Siamo NOI cittadini che con il nostro voto decidiamo chi ci deve rappresentare, a prescindere dai reati che il potenziale onorevole ha commesso.
Considerazione 2
Se il cittadino non può scegliere direttamente la persona che lo rappresenti perché può votare solamente il partito, e se l’informazione tradizionale informa male il cittadino non mettendolo chiaramente al corrente sulla reale condotta dei candidati, l’immunità parlamentare (e apparentemente anche il Lodo Alfano) non sono auspicabili per tutelare l’interesse degli elettori.
Considerazione3
Alla luce delle prime due considerazioni ritengo quindi che il Lodo Alfano malgrado mi appaia una porcata si debba fare nel rispetto della democrazia dato che:
- Berlusconi era leader di una coalizione, e la maggioranza dei cittadini era esattamente consapevole che avrebbe ricoperto la carica di presidente del consiglio dei ministri se avesse vinto. In questo caso è come se ci fosse stata la preferenza diretta.
- Malgrado Berlusconi sia il proprietario dell’informazione (beh, quasi tutta) tutti noi, ancora prima della diffusione di internet, siamo sempre stati consapevoli del fatto che non era un santo (vedi adesione alla P2, rapporti con mangano…)
Evviva il Nodo Alfano allora.
Foto: | www.ilsole24ore.com
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luglio 14, 2008 • 7:37 pm
Semplicemente culo!

Forse questo post sarà la dimostrazione che capisco molto poco di calcio. La mia autorevolezza sull’argomento potrebbe inoltre essere compromessa da questi miei cinque semplici perché:
- perché uno di Udine, di Lucca o di Lecce tifa per la Juventus, una squadra di Torino.
- perché nell’Inter (che malgrado il nome equivoco è una squadra Italiana) ci sono solo 4 giocatori Italiani su 25 LINK.
- perché allo stadio si manda affanculo il tifoso della curva opposta.
- perché la maggior parte dei calciatori famosi ha lo stesso taglio di capelli (Totti premondiale) (Inzaghi) (Coco) (Iaquinta) (eccetera).
- perché i tifosi si lamentano continuamente dei i mega stipendi dei calciatori anche se sono proprio loro, i tifosi stessi, a foraggiarli attraverso il carissimo abbonamento a Sky Calcio, l’abbonamento allo stadio, e l’acquisto, a volte anche involontario, dei prodotti sponsorizzati dai giovani atleti.
Quindi considerando il mio background culturale da 5 perché, ritengo che:
la differenza tra il mondiale del 2006 dove il CT era Lippi e sul campo c’era Totti e il campionato Europeo 2008 con Donadoni CT e Di Natale all’attacco (certo che Donadoni Di Natale suona proprio bene…) è data solamente dal fatto che dopo due anni non abbiamo avuto lo stesso culo.
Foto | www.granitegrok.com
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luglio 6, 2008 • 12:28 pm
non è una domanda retorica

Non è una teoria ma è una legge: il tuo ambiente di lavoro sarà sempre guastato da una persona che può essere un superiore, un pari, oppure un subalterno. Questo è quanto emerge da una ricerca sull’argomento nata semplicemente dalla mia esperienza lavorativa (anche la tesi-la peggiore opera della mia vita-l’ho fatta sulla gestione delle persone al lavoro), e dalle testimonianze di chi lavora.
Perché?
Commentate pure per sostenere il contrario.
Foto | gefi.it
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credenze popolari

Premessa
Considerate questo post come una prova scientifica che distrugge una credenza che pensavo fosse limitata alla mia regione. La scorsa settimana facendo uno zapping pomeridiano, ho notato che Elena Santarelli ha scopato i piedi del suo co-conduttore di trl (Mtv), informandolo che tale azione corrispondeva ad una specie di sortilegio che non lo avrebbe fatto sposare.
L’esperimento
L’esperimento risale a metà degli anni novanta durante un dibattimento su cosa si poteva fare per annullare il sortilegio scatenato dallo sfregamento della scopa sui piedi. Dopo un “brain storming” (anche se all’epoca non lo chiamavamo così) eravamo giunti alla conclusione che dopo la scopata sui piedi non ci sarebbe stato più niente da fare. Allora ho fatto la cavia facendomi lustrare le scarpe in diversi modi, così tanto per essere sicuro dell’efficacia di tale azione.
Il risulato
Non solo nel 2005 mi sono sposato e anche mia moglie, inconsapevole di partecipare ad un esperimento di vitale importanza, ha riportato di aver subito diverse volte in passato lo spazzolamento volontario e involontario dei suoi piedi.
Il retaggio (Yahoo answers)
per il passato spazzarsi sui piedi era la chiara dimostrazione che non eri in grado di fare le faccende domestiche… e che quindi non saresti stata una donna appetibile…per un eventuale marito…
una volta era una caratteristica importante ..sapersi muovere tra le varie faccende domestiche…
essere incapace, spazzandosi suoi piedi… poteva essere l’ anticamera del “zittellaggio” ((sempre se si può chiamare così))
Foto | Flickr
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nel titolo non c’è ironia

Premessa
Tutto è nato così: per scrupolo ho telefonato ai vigili per domandare se era necessario richiedere un’autorizzazione per festeggiare il compleanno dei miei piccoli nel parco pubblico sotto casa. All’ “evento” che sarebbe durato circa tre ore avrebbero partecipato circa una ventina di persone.
La risposta che mi aspettavo
<<ma no! si figuri, che scherza!>>
La risposta che invece ho ricevuto
<<Deve richiedere il permesso al sindaco del comune tramite l’ufficio protocollo. Per conoscenza deve informare il verde pubblico, e se ottiene l’autorizzazione deve informare noi (polizia comunale).>>
I 4 passi da seguire (per ottenere l’autorizzazione nel più breve tempo possibile)
- Telefonare al Verde Pubblico (Comune Udine 0432/601807) e informarli dell’iniziativa. (Nel caso siate in ritardo vi anticiperanno l’autorizzazione via fax)
- Scrivete un testo simile a questo “Egregio signor Sindaco del comune di Udine, con il presente fax le chiedo l’autorizzazione ad utilizzare l’area verde di via ______ per una festa di compleanno alla quale parteciperanno circa 20 persone. L’evento si terra il giorno x, dalle ore Y alle ore Z. “
- Faxatelo all’ufficio protocollo (0432/271355) e al verde pubblico (0432/521590) per conoscenza
- Attendete 3 giorni lavorativi per la risposta via fax o una settimana per riceverla via posta(che in caso favorevole verrà dal Verde pubblico inoltrata alla sede della Polizia municipale
Foto | Flickr
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