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Un segnale misterioso: attraversamento ciclabile

Per raggiungere il centro, il comune da qualche anno ha deciso di creare degli attraversamenti ciclabili che permetterebbero a temerari ciclisti di raggiungere il lato opposto della strada con più facilità.

Teoricamente gli automobilisti dovrebbero riconoscere la segnaletica orizzontale e verticale, rallentare e permettere l’attraversamento sia ai pedoni sia a chi monta la sella di una bicicletta. Almeno secondo il buon senso e il codice della strada.

Ma quando mi trovo lì di fronte al torrente di macchine e il copertone anteriore della bici tocca timidamente l’asfalto, non solo quasi nessuno si ferma, ma alle volte vengo esortato da  qualche automobilista con termini e gesti pochi eleganti, a dar loro la precedenza.

E così, i miei piccoli a bordo dei loro seggiolini da bici, inseriscono in età prescolare nel loro casto vocabolario, svariati termini offensivi che io e il caro automobilista, ci scambiamo con vemenza per qualche secondo.

Addirittura lo scorso autunno un tassista ha minacciato di venire alle mani con mia moglie che cercava di attraversare il guado automobilistico.

Ma il fondo è stato toccato ieri pomeriggio, quando a bordo della mia macchina  mi sono fermato per far passare  due giovanotti fermi al lato della strada: l’automobilista dietro di me ha manifestato il suo disappunto per il mio stop a suon di clacson e inconfutabili gesti poco amichevoli.

E’ andata a finire abbastanza bene quando la ragazza a suo fianco gli ha aperto gli occhi semplicemente indicando il segnale stradale.

Però…

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7 Responses

  1. zauker scrive:

    Che dire… il post è del 2007 e già avevate gli attraversamenti ciclabili… a Pesaro non sappiamo neppure cosa siano…
    Nelle nuove rotonde sono state fatte delle corsie ciclabili… ma per attraversare le corsie hanno ben pensato di fare solo l’attraversamento pedonale…
    in teoria uno dovrebbe fermarsi attraversare le strisce portando la bici a mano e riprendere… assurdo…

  2. marco scrive:

    Se all’età di otto anni, anzichè insegnare le preghiere e il catechismo ai nostri figli insegnassimo cos’è una pista ciclabile (e un attraversamento pedonale ecc…), non saremmo ridotti così. Meno religione, piu’ educazione!

  3. Dindi scrive:

    Gli attraversamenti delle piste ciclabili sulle rotatorie sono quanto di più pericoloso esista. In piazzale Paolo Diacono, a Udine, mi capita sovente di rischiare di stendere ciclisti che, pensando che se sulla prima corsia, quella di destra, le automobili si sono fermate, si arrogano il poterer di attraversare tutta la carreggiata senza guardare se sulla corsia parallela arrivi qualcuno che ha difficoltà di visuale. Anche se vai piano, con l’auto, e tifermi, i ciclisti si spaventano e fanno una ridda di manovre sconnesse. A me, che pur fermandomi per far passare il ciclista, questo non si aspettava che potesse arrivare un’auto sulla seconda corsia, chissà per quale motivo, si è spaventato cadendo a terra, lanciandomi improperi, dicendo che lo avevo buttato aterra. Molto probabilmente in bibicletta ci si sente intoccabili tanto da poter fare a meno delle regole più elementari della circolazione. Che dire poi di quei ciclisti che per non fare un tragitto più lungo e sicuro a loro riservato, corrono in contromano, appaiati a due a due e pretendono di avere ragione? Se fai loro notare che sono in contromano ed è pericoloso, ti dicono di tutto; loro hanno ragione. Questi sinceramente li stenderei e ci ripasserei sopra di nuovo. Tutte quelle situazioni in cui, mossi da fervore popolare, si pensa di avere ragione a prescindere senza pensare alla pericolosità della situazione, mi fanno arrabbiare molto. Bisogna sempre usare la testa, la propria ovviamente, ma vedo che purtroppo per molti è un optional.

  4. bepi scrive:

    per il dindi: ti confesso 2 cose: la prima è che anch’io due settimane fa stavo per stendere una donna in bicicletta che si stava inserendo nella pista ciclabile di via Lazzaro Moro, dato che ero trascinato dal vorticoso traffico della rotonda e faticavo ad interpretare il tragitto della ciclista. La donna comunque non si è accorta del rischio che ha corso. La seconda, è che anch’io ero (da quando ho i piccoli non lo faccio più) un ciclista che seppur scrupoloso, imboccava le strade in contromano accettando però tutti i meritati vaffanculo degli automobilisti. Comunque, a parte automobilisti e ciclisti incoscienti, spero che a Udine si diffonda la cultura della bicicletta come mezzo di trasporto cittadino. E mi sembra che pian piano questo stia avvenendo, almeno a giudicare dal numero sempre più elevato delle bici parcheggiate tra la galleria Bardelli e piazza San Giacomo. Sperì ben…

  5. Corinna scrive:

    Rispondo a Marco, ciao sono Corinna.
    Premetto che sono Cattolica ma per niente praticante, però non è molto carino il tuo slogan “Meno religione, piu’ educazione! “. Questo perchè è corretto che l’educazione dei nostri figli sia a 360 gradi ed in questo è giusto ci sia spazio anche x la religione. In ogni caso quando si va in giro con i propri figli siamo anche noi genitori che dobbiamo insagnare, magari, il significato dei simboli che ci circondano compresi i segnali stradali.
    Un saluto Corinna

  6. Elio Cecchin scrive:

    Domanda: come ci si deve comportare, da automobilista, in prossimità degli attreversamenti ciclabili? hanno lo stesso diritto di precedenza dei pedoni? o no?, poichè, a mio avviso sono dei veicoli come dice il codice della strada? Vi ringrazio anticipatamente x la risposta.
    Distinti saluti

  7. Picci scrive:

    Sono veramente stanca di essere ripresa da vigili urbani ignoranti quando attraverso, senza scendere dalla bici, su attraversamenti ciclabili.Perchè le amministrazioni non si preoccupano, oltre che farli dipingere, di svelare il mistrero del significato dei quadrati dipinti sull asfalto a chi il traffico lo dovrebbe dirigere sapendo quello che fa?
    Come automobilista vorrei invece sapere perchè di notte le biciclette possono girare tranquillamente senza luci? Forse perchè nessuno si preoccupa di applicare il codice della stada? Ma la legge non era uguale per tutti?

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