DISTRIBUZIONE PERFORMANCE LAVORATIVA
Quando si ha il compito di coordinare delle persone per raggiungere un determinato obiettivo, è necessario essere consapevoli che non tutti sono uguali: c’è chi contribuisce di più e chi di meno. Più grande sarà il numero di persone coinvolte e maggiori saranno le probabilità di imbattersi in qualcuno con capacità straordinarie oppure in soggetti con la tendenza a sabotare l’impegno degli altri colleghi.
Questo non è un pregiudizio, ma è un fenomeno naturale che in statistica viene chiamato: distribuzione normale, o di Gauss.
La distribuzione di Gauss è spesso detta normale. L’aggettivo è significativo perché indica che moltissimi fenomeni possono essere descritti da una curva gaussiana o Gauss-like (cioè simile).
Se è vero che la gaussiana vale per una popolazione infinita di misurazioni e per eventi del tutto casuali, è altresì vero che curve a campana (Gauss-like) possono descrivere facilmente molti fenomeni [...]
Supponiamo di considerare l’altezza degli italiani maschi. Analizziamo un campione di 1.000 soggetti. Probabilmente otterremmo una curva a campana, centrata attorno a una media, del tipo 174 cm di media con una “deviazione standard” di circa 20 cm, cioè il 95% dei soggetti analizzati sarebbe compreso fra 154 cm e 194 cm. (fonte albanese.it)
Scusate l’esempio, ma è il migliore che sono riuscito a trovare su Internet e, sinceramente, non sarei riuscito a fare di meglio.
Quindi il grafico in testa si interpreta dalla prospettiva di chi coordina il lavoro nel seguente modo:
zona rossa e arancione: le persone che si vorrebbe eliminare in modo radicale ma che per cause diverse devono continuare a lavorare in azienda;
zona gialla : persone incostanti, alle volte produttive alle volte no, che tuttavia sono utili soprattutto nelle task forces
zona celeste e blu: persone che contribuiscono in modo ordinario al raggiungimento dell’obiettivo:
zona verde: persone straordinarie che collaborano in modo costruttivo per il raggiungimento degli obiettivi.
Questa consapevolezza permette di essere realisti, evitando di rimanere delusi da aspettative troppo elevate nei confronti della performance media del personale: solo un ristretto numero di persone si potrà considerare il collaboratore ideale. La maggior parte del personale sarà comunque perfetta per lavorare insieme.
Cosa fare però per la zona rossa? La curva purtroppo si presenterà sempre. L’obiettivo di chi coordina il lavoro sarà quello di individuare in maniera molto specifica problemi che queste persone possono creare nell’azienda, e adottare quindi una strategia per risolvere i grattacapi volta per volta. Ma di questo ne parlerò più avanti.
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