A prescindere da ogni giudizio o considerazione sui motivi che hanno causato il drammatico incidente di qualche giorno fa sul tratto autostradale che mi avvio a percorrere, c’è da fare una considerazione:
questo video malgrado dimostri la nostra impotenza e fragilità di fronte a eventi che non possiamo modificare, riesce comunque a renderci più sensibili e attenti alla guida.
Circola in TV uno spot di Telecom Italia che preannuncia la pubblicazione, nei prossimi giorni, del testo di un discorso di Gandhi, che dovrebbe essere quello citato in una celebre campagna Telecom del 2004 (nella quale le parole di Gandhi erano state disinvoltamente rimontate, come raccontato a suo tempo).
Non occorre che compriate il giornale per leggerlo. E’ qui da almeno quattro anni. E l’audio di cui parla lo spot come se fosse una cosa straordinaria? E’ già qui, su Gandhiserve.org: basta cercare “Speech at Inter-Asian Relations Conference, 1947″ e cliccare su “19′07″ per ascoltarlo.
Chi deve mettersi i viaggio, o chi già si trova in movimento lungo le autostrade, può informarsi sulla situazione della viabilità e del traffico, sulla presenza di cantieri o eventi straordinari, attraverso il sito internet delle concessionarie autostradali, via radio ascoltando i bollettini di Onda Verde trasmessi dalle reti RAI, chiamando il numero dedicato del Centro Viaggiando*, per mezzo dalla stampa, consultando le pagine di Televideo.
*89 24 89 Viaggiandoè un servizio sulla mobilità del nord-est Italia che ha un costo di 96 €/cent al minuto, iva inclusa,
dal telefono fisso e della durata massima di 12 minuti e mezzo. Per i costi dalla telefonia mobile rivolgersi al proprio operatore (???)
Range Rover preso con i punti del Despar: 5 pile a stilo e 1 rettangolare (l’oggetto si è spento per sempre due giorni dopo il primo utilizzo)
Per un genitore, il gradimento nel ricevere un regalo per i propri figli è inversamente proporzionale al numero delle pile necessarie per farlo funzionare.
Infatti le pile
solitamente non sono comprese nel gioco. Questo significa dover aspettare almeno un giorno lavorativo per placare l’ansia del bambino (e del genitore)
La trasmissione dei valori ai propri figli avviene in modo naturale, e non tiene conto di nessuna strategia comunicativa impostata. Attraverso il nostro normale comportamento, il nostro livello di coerenza, l’importanza che attribuiamo ad alcune cose rispetto che ad altre e in generale per mezzo di tutto ciò che in noi comunica realizziamo il patrimonio etico dei nostri figli osservabile dal loro agire quotidiano.
Una prova molto precoce di quanto sostengo è rappresentata dallo sfogo che qualche giorno fa ha avuto mia figlia di cinque anni:
ma che schifo: la nonna in ospedale, Windows che non funziona…..!
Questa frase mi fa sentire proprio con la coscienza apposto a posto. (corretto 1.8.8 grazie al commento #1 )
Paziente (io): <<Buon giorno dottore, vorrei solo assicurarmi che lei si sia lavato le mani prima di vistarmi.>>
Medico: << Prego?!>>
Paziente (io): eh…..
Medico: <<Si sieda pure lì, e facciamo questa visita.>>
Per fortuna, si fa per dire, la malasanità esiste anche in altri paesi considerati sviluppati. Il video del collegamento dell’immagine si riferisce ad una ricerca australiana dimostrante che “uno dei modi più semplici per morire è andare in ospedale: 100.000 americani* perdono la vita ogni anno per errori imputabili ai medici per cause diverse dal motivo per il quale si sono recate in ospedale. La peggiore di queste cause è l’infezione batterica causata dal semplice fatto che pochi medici si lavano le mani prima di operare.” Il filmato si conclude con l’esortazione della speaker a chiedere al medico di lavarsi le mani prima di effettuare la visita.
*Ci sono più morti causate dagli errori dei medici che da incidenti stradali, disastri aerei, suicidi, cadute, avvelenamenti e annegamenti messi assieme. ( link )
Piccola riflessione sanitaria
Sabato scorso mi hanno riferito un caso di (scusate l’abusato termine) malasanità Udinese che avrebbe dovuto comparire nelle prime pagine dei giornali, e nei servizi televisivi. Ma questo non è accaduto.
Chiunque io conosca, me compreso, racconta di aver vissuto almeno un’esperienza negativa all’interno della struttura ospedaliera: pronto soccorso, degenza o semplice visita ambulatoriale. Diagnosi errate, sottovalutazione di sintomi eclatanti, lunghissime, ingiustificate e dolorose attese, morti sospette di cari.
L’aspetto comunque più irritante che contribuisce a lasciare un brutto ricordo è la poca attenzione ai pazienti intesi come persone con sentimenti e tempo libero da dedicare a posti migliori.
Se lo slogan di Ubuntu è “Linux For Human Beings“, Linux per gli esseri umani. Lo stesso non lo si può sempre dire per chi dà le dritte per risolvere un problema che si dimentica dello slogan stesso usando parametri e linguaggi poco comprensibili. Un giretto in qualche forum di Ubuntu chiarisce (si fa per dire) la mia sensazione.
L’ultimo esempio è stata la ricerca del software per utilizzare Voipstunt sul mio PC linuxiano: non riuscivo a venirne a capo in maniera decorosa. Alla fine però ce l’ho fatta umanamente da solo.
I fatti
Installazione
cliccare [Applicazioni] (icona in alto a sinistra del monitor)
selezionare [aggiungi/rimuovi] (l’ultima voce in basso nella finestra)
nella finestra SEARCH (in alto a destra nella finestra) digitare: twinkle
marcare il quadratino [Twinkle a sip Softphone]
applicare la modifica con il tasto in basso [applay changes]
Setup programma
cliccare su [applicazioni] poi su [internet] e alla fine su [Twinkle]
scegliere il profilo Wizard
enter a profile name: VOIPSTUNT
sip service: OTHER
user name: vostro username voipstunt
password: vostra password voipstunt
domain: voipstunt.com
premere ok
Ora per telefonare basta inserire il numero con il prefisso nazionale e premere l’icona [call]. Per terminare la chiamata [bye]
Ieri, malgrado i saldi, ho percorso il tracciato della tristezza commerciale in pieno centro, tra esamini (negozio abbigliamento via del gelso, Expert di palazzo Antivari) e tristemente defunti (Lo storico Trevisan elttrodomestici di piazzale Duomo) esercizi commerciali.
Se una volta gestire un’attività in proprio era difficile, a partire dalla deregualtion delle licenze della fine degli anni ‘90 lo è ancora di più. Infatti “prima” avere una licenza commerciale corrispondeva ad avere una certa garanzia di esclusività della vendita di una serie di determinati prodotti. Da dieci anni a questa parte, le cose sono cambiate: in pratica quasi tutti possono vendere quasi tutto. I più avvantaggiati sono coloro che hanno volumi di vendita più alti dato che il guadagno non ce l’hanno solo sul margine (prezzo di vendita - costo prodotto), ma sulla (enorme) quantità di merce venduta.
Tanti sostengono che l’evento delle torri gemelle abbia dato il colpo di grazia al commercio al dettaglio, ma forse questo ha solo leggermente accelerato il processo fisiologico di moria commerciale.
Mi rendo conto di scrivere ovvietà, ma in realtà non lo sono per tutti, in quanto c’è ancora qualcuno/a che decide di “mettersi in proprio” malgrado queste ovvietà siano di pubblico dominio.
Quindi prima di aprire un’attività è bene
chiedere a diverse persone (fidate) che hanno un’attività di descrivere la propria esperienza
se l’esperienza è scoraggiante ma pensate di essere migliori, chiedete se anche loro prima di aprire l’attività avevano lo stesso presentimento
informatevi sulla durata più frequente dei negozi che hanno aperto negli ultimi anni nella vostra zona
informatevi (sempre rivolgendovi ai commercianti) sull’impatto “TASSE” e costi fissi prima e dopo gli incentivi fiscali di inizio attività
se pensate che con un “bar non si perde mai” sappiate che solamente un numero ristretto di locali riesce nell’impresa. E questo lo si deve più alle rete di conoscenze e alla capacità di PR piuttosto che all’abilità nel servire un’ Americano con delle deliziose tartine
se pensate aprite l’attività per eliminare un datore di lavoro, è bene avere la consapevolezza che ogni cliente è un datore di lavoro, è questo per statistica è peggio
se pensate di aver più tempo libero chiedetelo sempre a chi già ha un’attività.
• dir. Decisione collegiale presa dagli arbitri di una vertenza, che assume efficacia di sentenza con decreto del pretore: l. arbitrale
• sec. XIII
(fonte dizionario.corriere.it)
Cioè? ……
Premessa
Fino a qualche settimana fa “LODO” corrispondeva alla prima persona singolare del presente indicativo del verbo “LODARE”. In questi giorni invece LODO diventa sostantivo se seguito dal cognome del nostro attuale guardasigilli: il Lodo Alfano = sospensione del processo penale nei confronti delle quattro più alte cariche dello Stato = legge salva premier.
Considerazione 1
In linea estremamente teorica condivido la filosofia dell’immunità parlamentare (e non solo della più alte cariche). Questo perché ritengo che le persone che sono state elette e che dovrebbero rappresentarci nel prendere delle decisioni importanti per l’interesse della collettività, abbiano la possibilità di fare il loro lavoro nel miglior modo possibile e con i minori ostacoli possibili. Siamo NOI cittadini che con il nostro voto decidiamo chi ci deve rappresentare, a prescindere dai reati che il potenziale onorevole ha commesso.
Considerazione 2
Se il cittadino non può scegliere direttamente la persona che lo rappresenti perché può votare solamente il partito, e se l’informazione tradizionale informa male il cittadino non mettendolo chiaramente al corrente sulla reale condotta dei candidati, l’immunità parlamentare (e apparentemente anche il Lodo Alfano) non sono auspicabili per tutelare l’interesse degli elettori.
Considerazione3
Alla luce delle prime due considerazioni ritengo quindi che il Lodo Alfano malgrado mi appaia una porcata si debba fare nel rispetto della democrazia dato che:
Berlusconi era leader di una coalizione, e la maggioranza dei cittadini era esattamente consapevole che avrebbe ricoperto la carica di presidente del consiglio dei ministri se avesse vinto. In questo caso è come se ci fosse stata la preferenza diretta.
Malgrado Berlusconi sia il proprietario dell’informazione (beh, quasi tutta) tutti noi, ancora prima della diffusione di internet, siamo sempre stati consapevoli del fatto che non era un santo (vedi adesione alla P2, rapporti con mangano…)