Secondo qualcuno è colpa dell’effetto serra causato dall’inquinamento, mentre per altri tutto è normale e fa parte di qualche ciclo climatico del nostro caro pianeta Terra. E quindi?
Quello che ho scoperto con l’esperienza è che:
LAMENTARSI DEL CALDO SEMPLICEMENTE NON RINFRESCA.
Anzi: peggiora la situazione amplificando le sensazioni negative e pregiudica la qualità dei rapporti sociali in quanto monopolizza discussioni su qualcosa che nel breve periodo (probabilmente) non si può cambiare.
Un cambiamento in meglio lo si potrebbe avere seguendo qualche utile consiglio messo a disposizione dei cittadini qui
Forse il vantaggio percepito da chi si lamenta è quello di fornire un alibi per una bassa performance nel senso che se qualcuno dice a priori che il caldo lo devasta, forse lo giustifica a fare di meno, o a farlo sembrare meno brillante agli occhi degli altri.
Magari è così: una condizione atmosferica può influenzare le condizioni psichica e la fisiologia di una persona, ma il lamento è privo di utilità pratica e soprattutto poco interessante per chi si pippa le lagne.
Lo scopo di questa mia lamentala per me è chiaro:
1) scoraggiare a lagnarsi del caldo
2) incoraggiare a parlare di qualcosa di divertente
3) esortare chi legge questo post e non è d’accordo con me a farmi cambiare idea
L’altro giorno passando in bici per una zona che un tempo era piena d’alberi (tra cui un ciliegio!) e che ora è popolata da villette a schiera mi sono detto con un nostalgico pensiero tra me e me:
<spensierata infanzia!>
Per fortuna mi sono reso conto che in realtà è tutt’altro che spensierata.
Infatti da piccolo bisogna affrontare:
i bambini più grandi che fanno i bulli approfittandosene del loro vantaggio dato dall’età (forza e capacità mentali superiori)
il mangiare che fa schifo con i rispettivi e insensati ” se non mangi rimani piccolo” dei genitori
le regole prive di logica (per i bambini) dei genitori che liquidano con odiosissimi “perché sì”
le noiosissime conversazioni della mamma che spettegola con l’amica (tra l’altro la mia lo faceva in dialetto udinese) seguite dal classico tiramento della gonna da parte del bambino che vanamente chiede ”quando andiamo a casa?” (la risposta menzognera è sempre <<adesso!>>)
la coercitiva iscrizione a “boy-scout” (questo è il mio caso specifico, ma penso che ognuno di noi sia passato per un’esperienza simile)
la continua voglia di essere più grande che a volte sfocia in frustrazione
il desidero, in assenza di una reale concezione del tempo, che arrivi sempre e subito: il compleanno, la pasqua, la fine della scuola ecc…
la scuola con le sue interrogazioni e i suoi compiti per casa senza rendersi conto della sua utilità
l’invidia del compagno o dalla compagna di banco che ha sempre giochi fighissimi e io no
l’odiatissimo e sempre inopportuno paragone con gli altri bambini <<vedi che bravo Filippo che fa questo e quello ….>>
il forzato pisolino pomeridiano
il rifiuto da parte dei genitori di raccontare una storia ogni volta che lo si desidera
l’attesa delle 4 del pomeriggio di domenica per incominciare a giocare rumorosamente come si deve
il pallosissimo “ha perso la lingua” del nostro genitore ogni volta che il bimbo non ha voglia di parlare con un grande
l’antipaticissimo figlio o figlia dell’amico dei nostri genitori (ce n’è sempre 1)
l’andare a mangiare fuori senza poter andare in giro dove si vuole
il babau, uomonero, lupo, eccetera..
il buio
la nostalgia
i grandi che fanno finta di ascoltare storie super avvincerti capitate a scuola o all’asilo
Insomma, pensandoci bene, quanto bene si sta adesso da adulti!
Magari può capitare QUANTO SEGUE, in luoghi dove c’è un gran via vai di persone, come all’ingresso di centri commerciali o di ospedali.
Si avvicina a voi una persona Giovane e Sorridente (GS)
GS porge a voi un oggetto dalle dimensioni di un CD confezionato
Prendete in mano quel pacchettino credendo che sia materiale pubblicitario oppure un regalino sponsorizzato
GS vi pone una domanda dalla risposta attesa e scontata come ad esempio “Hai qualcosa in contrario con chi vuole uscire dal tunnel della droga? ” e rispondete
GS vi ringrazia per aver deciso di aderire all’iniziativa dandogli 5 o 10 euro
E ALLORA? (vedi corrispondenza con i numeri dell’elenco precedente)
GS è una persona che chiede soldi
GS esegue un gesto che dalla maggior parte delle persone viene interpretato come un dono
Se l’oggetto viene preso in mano, la persona dimostra di accettarlo (come quando accettiamo dei volantini o dei gadget pubblicitari)
Rispondendo affermativamente alla domanda scontata, dimostriamo il nostro interesse per le nobili cause
GS fa credere alla persona che così ha accettato di contribuire con 5/10 euro alla nobile causa.
MA… STO PUNTO 5?
A questo punto, è molto probabile che la persona si senta obbligata a dare il suo contributo anche se in realtà non ne ha voglia perché TEME il giudizio di GS che potrebbe pensare:
“ma guarda sto tipo qua: prima accetta l’oggetto, poi dice di sostenere le cause nobili, e quando si tratta di sborsare una cifra irrisoria si tira indietro! “
E così queste queste ignare persone cedono malincuore la manciata di euro, oppure a fatica riescono a svincolarsi in maniera goffa e imbarazzata.
SOLUZIONI
a. Evitateli dall’inizio
b. Se accettate il loro invito appena vi accorgete che stanno usando la strategia appena descritta restituite il pacchettino e andatevene
c. Se avete qualche minuto da investire, fermatevi a osservare questo fenomeno di adescamento: può risultare divertente
“LA MESSA È FINITA: ANDATE IN PACE”, e noi del pubblico rispondevamo all’unisono” RENDIAMO GRAZIE A DIO”.
Molto probabilmente questa fase di congedo del rito ha lo scopo di permettere ai presenti di uscire dalla chiesa ringraziano Dio per aver partecipato alla celebrazione eucaristica.
La fase di congedo per me era la parte migliore, un momento di liberazione da una lunghissima ora di noia, scandita da momenti in cui stavo in piedi, seduto, o con la mano tesa per il momento della pace con il vicino. Forse era una mia sensazione, ma sentivo in chiesa una bella vibrazione, quasi questa mia gioia liberatrice fosse condivisa dalla maggior parte dei presenti.
A meno che le cose non sono cambiate degli ultimi anni, per me, questa celebrazione del rito cattolico, ha sempre avuto l’aspetto di un sacrificio, una penitenza un qualcosa da pagare per dimostrare di fare parte di una comunità.
Magari non è così, ma se mi immagino i partecipanti vedo persone che impostano le espressioni del viso in formato tristezza.
SOLO 5 DOMANDE
Ci sono persone (fedeli) che sono contente di partecipare alla messa cattolica?
Se è un’occasione per permettere alle persone della comunità di incontrarsi dopo la messa, perché non si incontrano e basta?
Ci sono persone spinte ad andare in chiesa per non essere giudicate male dalla comunità?
Che percentuale dei presenti alla cerimonia, si annoiava (o si annoia ancora!) terribilmente quanto me?
Se i miei figli volessero che li accompagni in chiesa per assistere alla messa, quale sarebbe il modo migliore per far passare quell’interminabile ora? (senza mancare di rispetto al prete però)
Quello che segue è una mia interpretazione di quanto è accaduto.
Ieri pomeriggio si sono presentati a casa mia due gentili signori allo scopo di adeguare la mia posizione di fruitore di servizio di fornitura di energia elettrica e gas. (SÌ SEMBRAVA CHE NON MI PREPONESSERO DI CAMBIARE OPERATORI MA DI “ADEGUARE” LA MIA POSIZIONE DI UTENTE)
i 2 signori rappresentavano la stessa azienda di fornitura di energia elettrica che ho adesso (FALSO: il nome è simile ma non sono gli stessi)
se avessi accettato le loro condizioni entro 2 giorni avrei beneficiato per quest’anno uno sconto di 28 euro per l’energia e 26,60 per il gas (probabilmente VERO: non ho letto il contratto ma mi è stato confermato via telefonica dall’operatore)
risparmierei per il primo anno il 18% di aumenti previsti (FALSO: secondo loro l’aumento del costo del gas e dall’energia elettrica sarà per quest’anno del 3% a quadrimestre-dato che tra l’altro non sono riuscito a verificare. Quindi supponendo che ci sarà un aumento del 9% sia del gas che dell’energia elettrica, le 2 percentuali NON SI SOMMANO. L’aumento (ipotizzato dall’azienda per la quale lavorano i due signori ) è del 9%
pagherei un fisso mensile, in bollette bimestrali, (VERO e FALSO: pago sempre in base ai consumi. Quindi alla fine dell’anno verrà fatto il conguaglio senza sapere però se per lo “sforo” pagherò di più per consumo unitario)
se non aderiamo alla proposta, verremo assegnati automaticamente al fornitore di energia designato (da non ho capito da chi) per la zona di appartenenza (FALSO: ho telefonato al mio fornitore di energia elettrica e mi ha confermato che è una fesseria)
STRINGI STRINGI:
Non accettare l’offerta il giorno stesso in cui si presentano i rappresentati della NUOVA società di fornitura di elettricità e gas in quanto non c’è il tempo materiale per valutare attentamente le condizioni di contratto
Valutiamo l’offerta in base dell’unità di consumo (se si trattasse di benzina, userei come paramento il LITRO) quindi ad OGGI 12 febbraio 2010 i parametri sono i seguenti. ELETTRICITA’: circa 0.80 GAS: circa 0.22
Ecco fatto!
Per qualsiasi informazione aggiuntiva o correzione, commentate pure questo post.
Fino a qualche giorno fa cercare qualcosa sul sito del comune si poteva definire, con un eleganza portata all’eccesso, come un momento tragico.
Se ad esempio nel motore di ricerca inserivate “corsi di nuoto” comparivano una serie tendente all’infinito di pagine che contenevano in qualche modo la parola “corsi” e “nuoto”, ma molto (ma proprio molto) difficilmente trovavate la risposta che cercavate.
Finalmente, da qualche giorno la ricerca è diventata più piacevole ed efficace grazie al motore di ricerca google.
Questo post semplicemente per dire che non sopporto chi ostenta preventivi gratuiti per servizi che OVVIAMENTE e NATURALMENTE il preventivo gratutito lo dovrebbero fornire.
Non serve fare esempi, e se non vi è mai capitato cercate pure su google “preventivi gratuiti” per rendervene conto.
Se volete invece un preventivo a pagamento, per qualsiasi cosa, contate su me.
Mi sono sempre chiesto per quale motivo un esercizio commerciale spendesse soldi per assicurarsi nel caso qualcuno si facesse male. Persino i negozi che vendono peluches lo fanno!
Poi è arrivata la rivelazione con questo episodio
Un mio collega ha tamponato una signora procedendo ad una velocità tra i 5 e i 6 km orari. A causa del violento impatto la conducente lamentava dolori al collo. Un colpo di frusta?
Questo mi ha dato una consapevolezza, che comunque è sotto gli occhi di tutti, che ci sono alcune persone che riescono, se viene data loro la possibilità (a dir la verità se la prendono loro) di trarre profitto da qualsiasi situazione in cui riescono a provare che qualcuno è responsabile di un danno che hanno subito. Danno evidente o meno. Esistente o meno.
Quindi queste persone sono il vero pericolo, non il negozio di peluches, ed è per loro che ci si assicura.
Per chi dunque abbia un attività che la mette in contatto con persone (anche virtualmente!) si metta pure il cuore in pace e sborsi quei 200 euro annui per un’assicurazione legale e di responsabilità civile.
Anche se è chiaro e visto i tempi che corrono copio e incollo quanto segue:
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